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Nove anni dalla morte di Alessandro Di Lisio. Santa Messa senza istituzioni presenti

Nove anni da quel 14 luglio del 2009 quando, Alessandro Di Lisio, primo caporal maggiore esperto artificiere dell’Ottavo genio guastatori della Folgore, 25 anni, cadeva in missione di pace in Afghanistan. Oggi, Santa Messa a Campobasso, nella chiesa della Madonna dei Monti, officiata dal cappellano militare, monsignor Gabriele Teti. Presenti, come al solito, commilitoni di Alessandro Di Lisio oltre i familiari. Nell’assenza, invece, delle istituzioni, a partire da quelle comunali. Ma la forza del senso del sacrificio in una missione di pace, supera anche queste piccolezze terrene. Alessandro Di Lisio era “un militare preparato”, che aveva già affrontato altre missioni fuori area, ad esempio l’Iraq, dov’era stato nel 2005. Il 14 luglio 2009, a 50 chilometri a nord-est di Farah, in Afghanistan, una pattuglia di paracadutisti della Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri rimase coinvolta nella deflagrazione di un ordigno led posizionato lungo la strada. Nell’esplosione, che coinvolse il primo mezzo, rimasero feriti tre parà, mentre il quarto, Alessandro Di Lisio, morì per le ferite riportate subito dopo essere stato trasportato all’ospedale militare di Farah. Oggi, sono stati ricordati i nove anni di quel tragico evento. Una storia che non si dimentica come, con evidente commozione, ha ricordato la mamma di Alessandra, Dora Pinelli. “E’ come se rivivessi quel giorno. Come se fosse oggi”, ha detto visibilmente commossa. “Vedere i commilitoni di Alessandro ogni volta che lo si ricorda, è un sostegno morale che aiuta a guardare al domani”.

Di Giuseppe Saluppo

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