Home / Sport / Il nostro avversario di domenica rappresenta un modello organizzativo Ecco spiegato il “fenomeno” Matelica Su 10 mila abitanti 1.200 sono tesserati per società sportive

Il nostro avversario di domenica rappresenta un modello organizzativo Ecco spiegato il “fenomeno” Matelica Su 10 mila abitanti 1.200 sono tesserati per società sportive

di GENNARO VENTRESCA

Una città piccola e soave. Dico Matelica, per farla conoscere meglio a chi l’ha solo  sentita nominare tra le formazioni più accreditate del nostro girone. Una città di appena 10.000 abitanti, in  provincia di Macerata. A due passi da Fabriano, la patria della carta.

Va famosa Matelica soprattutto per i vini. Il suo delicato Verdicchio è certamente meno conosciuto di quello delle cantine di Jesi, ma non meno pregiato. E poi c’è da tenere conto che fa parte dei borghi più belli d’Italia. Per non parlare del verde, dell’aria fine e della gente, gentile e ospitale. E’ il caso, una volta tanto, di seguire in trasferta  il nostro Campobasso, almeno per una avventura turistica.
In passato  la gente sotto il Monforte approfittava, per la domenica in cui i nostri ragazzi giocavano fuori, a seguirli per scoprire posti nuovi, mangiare e bere bene, prima di  andare allo stadio, per sostenere i rossoblù.

I nostri avversari di domenica,  da diversi anni, sono in D, dove pian pianino hanno iniziato a occupare con puntualità le zone alte della classifica. Nel campionato in corso, nonostante il rumoroso ruzzolone di Agnone, restano i principali aspiranti a salire in Lega Pro. Un lusso per una piccola comunità, solo a prima vista. Se si legge bene dentro le pieghe emerge che le ambizioni dei marchigiani sono più che legittime.

Tanto per avere un’idea di che cosa stiamo parlando basti pensare che oltre un decimo della popolazione è tesserata per una società sportiva. Il presidente del Coni Malagò ne è rimasto affascinato, tanto da rimarcare il fenomeno  nell’amara conferenza stampa, nella quale annunciava la rinuncia di Roma a candidarsi  a organizzare le Olimpiadi.
Da poco Matelica che non possiede uno stadio, ma solo un semplice campo sportivo, ha ristrutturato, a regola d’arte, l’impianto. Partendo dal rifacimento del tessuto sintetico, bello come quello del Milan, a Milanello.

Il presidente Mauro Canil che ha contribuito con la sua impresa a ristrutturare il campo, assieme agli altri imprenditori del ramo assicura un contributo stagionale alla squadra, alla cui gestione concorrono decine di aziende locali, oltre ad agiati professionisti. Così si spiega  il “fenomeno Matelica”. Che non vuole smettere di stupire.
C’è anche da aggiungere che l’amministrazione, oltre ad aver concesso  l’impianto in comodato d’uso alla società, le corrisponde anche un interessante contributo economico annuo. Attraverso vari affluenti il Matelica riesce a far fronte ai costi gestionali e può permettersi giocatori di rango, tra i quali primeggia il nostro conterraneo Vittorio Esposito.

Di Virginia Romano

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