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Ma non riflette nessuno a Campobasso?

Egregio direttore,
In questi giorni a Modena si è svolta “La Bonissima”, vetrina dei prodotti tipici modenesi.
Un modo intelligente per valorizzare le tipicità del luogo, creare un maggior senso di appartenenza ad esso ed animare una piazza totalmente chiusa al traffico veicolare.
Non ricorre nulla di particolare per la città: semplicemente, si vuole dare il giusto spazio alle eccellenze eno-gastronomiche del posto e rendere viva un’area pedonale. Queste ed altre iniziative si tengono quasi tutti i fine settimana, segno che l’amministrazione comunale non lascia soli gli agricoltori e gli allevatori locali (ma anche gli artigiani e chi fa piccola impresa), facendo della piazza un centro vivo e propositivo.
Una delle recenti iniziative tenutesi a Campobasso -Vivi la tua città- non sembra abbia parlato di territorio, ma è stato semplicemente un cartellone eterogeneo -ed occasionale- per rendere meno apatica la città.
Se, ad esempio, la stessa programmazione che vige nel capoluogo emiliano fosse presente in quello molisano, Piazza Pepe avrebbe ben altra vivacità e sarebbe la bella copia di Piazza Grande.
Mi auguro che qualcuno voglia riflettere seriamente su questo.
Cordialmente

Mara Iapoce

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Donatella Autieri

    Non riflette nessuno perché o si è troppo presi dal proprio IO, o si è talmente superficiali da non ritenere problemi quelli che, in realtà, lo sono. L’analisi della lettrice è molto lucida, ed apre il dibattito sulla destinazione d’uso di un sito violentato da scelte totalmente inopportune e dall’incontrollato traffico selvaggio: Piazza Prefettura.

  2. Pierangelo Mattioli

    Se, ad esempio, Piazza Pepe ospitasse settimanalmente i banchetti della Coldiretti, il mercato dell’antiquariato e degli oggetti usati, banchi dei negozi della zona con qualche scontistica eccezionale, la musica cambierebbe. Peccato che questa amministrazione si ostini a non avere orecchie. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

  3. Maria Teresa Marcantonio

    E’ come se in tanti avessero spento il cervello. Ci vuol poco ad avere idee, sicuramente un po’ di più a realizzarle, ma in nessun caso è prevista la parola “impossibile”: si rispolveri il cassetto dei ricordi e si rifletta sul fatto che VOLERE E’ POTERE.

  4. Nicoletta Pasqualone

    Riflessione e Campobasso sono due parole che non si coniugano bene. Soffermatevi ad osservare per un po’ il capoluogo: senz’anima, senza più un’identità edilizia, legata al verde pubblico, al decoro, alle strade, ai prodotti tipici del territorio. Non ultimo, la creazione indiscriminata di centri commerciali e supermercati e la desertificazione del centro in termini di “negozi di buon vicinato” come un mercato coperto, un negozio di alimentari, un calzolaio, un falegname. E’ scandaloso che una città di appena 50.000 abitanti dia spazio al “grande” (supermercati e centri commerciali, appunto) e snobbi il “piccolo”, che invece è l’unica realtà che le si possa attagliare. Recatevi in una qualunque cittadina di provincia italiana: noterete la riscoperta dei negozi di vicinato, la presenza di banchetti nelle zone a traffico limitato, i mercatini dell’antiquariato e del libro usato: è così che una città rivive! Tutto il resto è abbandono.

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