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Non passa in Consiglio regionale la mozione di sfiducia a Frattura

La  mozione di sfiducia al presidente della giunta regionale, Paolo Frattura,  è stata respinta con 10 voti contrari, 7 a favore e quattro astenuti: Niro, Sabusco, Petraroia e lo stesso Frattura. Una lunga discussione ha accompagnato la giornata consiliare con le opposizioni che hanno sottolineato la necessità di garantire il rispetto dell’etica che non assicurerebbe allo stesso presidente la serenità di proseguire nel mandato. Il distinguo con la posizione dei Cinque Stelle l’ha fatto il consigliere, Angela Fusco Perrella che ha sottolineato, proprio, la deriva istituzionale del governo Frattura sui temi che riguardano i cittadini a partire dalla sanità con il Piano Operativo fatto approvare per legge del Parlamento. La maggioranza ha respinto queste tesi, perché l’aula consiliare non è un’aula di giustizia ma politica dove vanno discussi i temi che interessano la regione. Per Ciocca, invece, il governo regionale ha sanato i conti in bilancio chiudendo uno spaventoso passivo.  “Chiudiamo un consiglio regionale devastante – scritto l’assessore regionale all’agricoltura, Vittorino Facciolla –  le istanze di valutazione della moralità delle persone, portate in un consesso autorevole, sulla scorta di una vicenda giudiziaria ancora in fieri. Mi sono alzato per difendere Massimiliano, non potevo non farlo, a maggior ragione, per Paolo. I processi si fanno in tribunale ed in contraddittorio tra le parti. L’inquisizione la lasciamo all’intelligenza selettiva dei senza memoria, dei senza storia. Il garantismo ad alternanza va bene in questo periodo solo per le luci dell’albero di natale, accese e poi spente, spente e subito dopo, accese”. L’astensione, il consigliere Niro, l’ha motivata sostenendo la linea garantista perché gli eventuali elementi giudiziari appartengono ad altra sfera. Come si diceva, la mozione di sfiducia è stata bocciata con 10 voti contro, 7 a favore e 4 astenuti. A caldo, queste le valutazioni del presidente Frattura. “I sottoscrittori della mozione di sfiducia parlavano di dieci voti che l’avrebbero votata. Si sono fermati a sette, addirittura un firmatario si è anche astenuto, smontando le motivazioni a monte della mozione presentata. Sul piano politico si consolida la maggioranza e si creano i presupposti per una giusta e mirata apertura per gli argomenti programmatici, in vista delle prossime elezioni. Abbiamo vissuto un periodo di crisi, rispetto alla quale ci siamo rimboccati le maniche, chiedendo sacrifici ai molisani, a seguito dei quali oggi stiamo raccogliendo i risultati”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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