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Non lasciamo morire la nostra terra

di Giuseppe Saluppo

“Non lasciate che questa terra muoia che i nostri nonni hanno amato, che hanno difeso e bagnato con il sudore della loro fronte”. Mi ha colpito la lettera degli alunni della classe 4^ elementare di Larino che hanno inteso lanciare un sasso nello stagno per non vedere morire questa nostra terra. La loro terra. Il Molise sprofonda, è vero. Sprofonda per quel senso di lassismo che, come un virus, ha colpito tutti. La decadenza, poi, l’avverti nel linguaggio, nei comportamenti. Siamo in presenza di una regione che precipita in un degrado che è culturale, morale, di incapacità programmatica. Non ci sono più certezze, la comunità scompare, i giovani vanno via. E’ venuto meno quel senso di gioco di squadra che ha accompagnato la crescita di questo territorio. Si vede solo il baratro che si apre. Ecco, perchè, diventa importante riaprire la partita per la difesa dell’identità regionale. E’ un fatto, innanzitutto, culturale e, quindi, di valori. E, allora, ripartiamo dalla nostra cultura, dai nostri valori. Con la cultura non si mangia e con i valori non si fanno bistecche? E’ quello che hanno cercato di seminare i cantori di quella globalizzazione che a noi ha assassinato il negozio, il trenino regionale, il piccolo ospedale, il paesello dove siamo nati. Siamo diventati la terra in cui è vietato crescere con quanto ci è stato tramandato dai nostri vecchi e che viene dal tempo del tempo. I giovani vanno via perchè non trovano più nella terra dove sono nati le occasioni giuste per pensare di costruire un futuro. Eppure c’è ancora il paesaggio a rappresentare le nostre radici, che abbiamo diritto di preservare.Ed è su questo che la politica deve tornare a svolgere il suo ruolo. Cacciando gli incapaci, i cantori di fumose alchimie per individuare soluzioni e strategie utili capaci di far guardare al domani. Un domani che non si può costruire pensando di essere aggregati ad altri. Lo si costruisce facendo leva su cultura e valori propri disegnando una strada sulla quale far tornare a viaggiare idee, obiettivi condivisi, soluzioni operative. Una fiammella, una speranza da lasciare accesa per i nostri ragazzi.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Mauro D'Ambrosio

    Che degli studenti debbano scrivere ad un quotidiano o all’ente regione per significare la gravità di una situazione che è sotto gli occhi di tutti, e’ molto grave. Con molto amaro in bocca, dico che è inutile continuare a parlare di autonomia regionale: abbiamo dato ampia prova di non esserne all’altezza.

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