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“Non fate morire il territorio di Larino e molisano”

Da queste colonne stiamo portando avanti la necessità della ricostituzione di una nuova ossatura istituzionale del Molise. Prima della liquefazione della regione che si tradurrebbe in vassallaggio rispetto ad altre realtà. Registriamo con piacere la lettera degli alunni della IV B della scuola “Rosano” di Larino. Uno sprone ad una classe politica regionale che del territorio molisano se ne infischia. Un messaggio di speranza.

“Siamo gli alunni della classe IV B della scuola Primaria “Enzo Rosano” di Larino, abbiamo unito le nostre voci perché tutti possano sapere quanto amiamo il nostro paese, la nostra regione, la nostra terra. Siamo spaventati dai discorsi che fanno i nostri genitori e gli adulti in genere, essi parlano di un paese che sta morendo, di una regione che sarà destinata a perdere la propria autonomia, a diventare una terra improduttiva e inospitale. Noi non siamo d’accordo, noi amiamo profondamente Larino, ci sentiamo larinesi, ci hanno insegnato che ogni persona, per sentirsi tale ha bisogno di una identità culturale, necessita di sviluppare il concetto di appartenenza, di ancorare le proprie radici ad un territorio per sentirsi parte di esso ed è qui, tra gli alberi degli ulivi, tra i ciottoli del nostro meraviglioso Centro Storico,tra i mosaici e i reperti antichi, tra le nostre tradizioni, che noi abbiamo le nostre radici. Il nostro paese ha una storia illustre, un passato glorioso che non può e non deve essere dimenticato come del resto tutto il Molise. Non è giusto che tanti  larinesi e tanti molisani, debbano, per vivere,  abbandonare la loro terra, è vero che i posti di lavoro sono pochi, ma abbiamo un immenso patrimonio culturale, il mare, le montagne, tanti boschi e l’aria pulita. Noi rivolgiamo un appello a tutte le persone che ci rappresentano, al nostro Sindaco perché ci permetta di guardare al futuro nel nostro paese, al Governatore della Regione Molise e a tutti i politici  perché si adoperino affinché venga rispettata la dignità di ogni singolo cittadino, tutti hanno diritto ad un lavoro e questo non siamo noi a dirlo ma è sancito dalla nostra Costituzione. Noi abbiamo solo dieci anni, forse troppo pochi per entrare in merito a questioni (come li chiamate voi adulti) tanto più grandi di noi, ma certamente abbastanza grandi per accorgerci delle difficoltà che incontrano tante famiglie ad arrivare a fine mese, delle preoccupazioni che intristiscono lo sguardo dei nostri genitori, come se fossero rassegnati al peggio. Allora chiediamo a tutti di aiutarci a difendere la nostra terra, quella terra che i nostri nonni hanno amato, che hanno difeso e bagnato con il sudore della loro fronte, che hanno fatto prosperare perché noi potessimo un giorno dire con orgoglio: “siamo larinesi; siamo molisani”.   

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Larino citta’ dell’olio, in posizione invidiabile, con le sue bellissime “piane” che Campobasso non vede neanche con il binocolo. Ci ho trascorso l’infanzia, sono legata ad essa da un cordone ombelicale, eppure versa in condizioni non ottimali. Se fosse stata in Emilia Romagna, sarebbe conosciuta in tutta Italia e avrebbe ben altri requisiti!

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