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Non autosufficienza, c’è l’impegno del Consiglio per la legge

Le organizzazioni sindacali dei Pensionati SPI CGIL MOLISE, FNP CISL ABRUZZO MOLISE e UILP UIL MOLISE esprimono soddisfazione per l’incontro tenutosi con il Presidente del Consiglio Regionale Vincenzo Contugno e la Presidente della IV Commissione Regionale Nunzia Lattanzio in merito alla proposta di Legge sulla Non Autosufficienza denominata “Piano per interventi integrati sulla non autosufficienza finanziato da un Fondo Regionale”, in discussione oggi al Consiglio Regionale della Regione Molise.  Gli interlocutori si sono impegnati ad approvare nelle parti essenziali la proposta di Legge presentata dalle OO.SS. dei Pensionati e ad impegnare il Bilancio Regionale, già nella prossima finanziaria, con l’istituzione di un Fondo Regionale per la Non Autosufficienza. Resta inteso che le scriventi OO.SS. continueranno a vigilare e a monitorare l’iter della legge fino alla sua definitiva approvazione. Per la non autosufficienza 3 i milioni di euro stanziati dal Governo per il Molise, cui si aggiungono poco meno di 400.000 euro a carico del bilancio della Regione. Per i sindacati,  servono le politiche regionali e precise decisioni. “Si tratta di soldi da utilizzare per gli interventi e servizi assistenziali da coniugare con quelli della tutela sanitaria – sottolinea la UIL – proprio nel quadro dell’integrazione  socio-sanitaria che da tempo indichiamo come strada. Potrà così essere incrementata l’assistenza domiciliare, anche in termini di ore di assistenza personale o supporto familiare, adeguando le prestazioni all’evolversi dei modelli di assistenza. Si potrà procedere anche con trasferimenti monetari, ma solo se serviranno ad acquistare servizi di cura e assistenza domiciliare o per ripagare il familiare o il vicino di casa che intervengono sulla base del piano personalizzato. La persona non autosufficiente e la sua famiglia dovranno poter contare anche su interventi integrativi dell’assistenza domiciliare, quali i ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, purché siano effettivamente complementari al percorso domiciliare. Sta, ora, ad ogni Regione fissare gli obiettivi e mettere in pratica le azioni, ovvero pianificare come sostenere le prestazioni,  gli interventi  e  i servizi  assistenziali che compongono i  servizi  socio-sanitari  in favore di persone non  autosufficienti. Più facile a dirsi che non a farsi, in una Regione come la nostra che non si è ancora dotata di una legge quadro complessiva per la tutela della non autosufficienza: la proposta avanzata dai Sindacati pensionati, sulla quale sono state raccolte migliaia di firme, giace in qualche cassetto e, con l’aria che tira e i tanti impegni della giunta e del consiglio regionale, non è proprio detto che qualcuno voglia spolverarla”.

Di Giuseppe Saluppo

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