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“Non autosufficienti, buona la legge ma è senza soldi”

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla una sinistra che facci le pulci al centrosinistra. Per fortuna questa sinistra c’è, e con essa le pulci al centrosinistra. Diversamente, il centrosinistra nel Molise farebbe il bello e cattivo tempo, visto che dal fronte del centrodestra non si rinvengono rilievi e contestazioni, preferendo (il centrodestra) tenersi quieto e di tanto in tanto alzare la voce sapendo di non  essere ascoltato. Diverso, invece, il rapporto di Sinistra Italiana con il centrosinistra e con il Pd in particolare, e anche con la Cgil che al Pd di solito fa le fusa. Il fatto che citiamo è sintomatico, mette in chiaro la differenza tra chi applaude per attitudine e chi invece, lo fa con raziocinio, non mancando, però, critiche e commenti, se necessario. E critiche e commenti da parte di Sinistra Italiana ci sono stati alla recente approvazione (all’unanimità) della legge regionale in favore dei soggetti non autosufficienti. A differenza delle organizzazioni sindacali dei pensionati Cgil, Cisl e Uil che hanno elevato peana al consiglio regionale e alla presidenza della quarta commissione “ per avere approvato all’unanimità la legge regionale che istituisce un fondo regionale per la <Non Autosufficienza>”, Sinistra Italiana certo s’è detta anch’essa soddisfatta della decisione ma non a scatola chiusa. Per Sinistra Italiana “è necessario soffermarsi sulla mancata previsione di finanziamenti regionali sulla legge approvata”. Altro che peana e giubilo! Bene la legge, molto meno la possibilità di attuarla in pienezza. Dice Sinistra Italiana: “In pratica la legge si limita ad armonizzare sul piano normativo la materia assistenziale, rinviando alla legge di bilancio per il 2018 l’appostamento di risorse aggiuntive. Sul punto bisogna, con onestà verso i disabili gravi,  ricordare che l’obbligo della legge 13/2014, che  ha recepito la norma quadro sulle politiche sociali, prevede che annualmente la Regione Molise debba appostare l’0,6% delle risorse a libera destinazione sul Fondo per le Politiche Sociali. Ebbene, nonostante tale previsione, basta controllare i bilanci dal 2016 e 2017 per accertarsi che quella legge non è stata onorata. Pertanto, sulla legge regionale per la non autosufficienza non c’è una minima previsione e ci si affida sostanzialmente alla disponibilità degli amministratori regionali che saranno eletti a marzo 2018 visto che nei primi mesi di quest’anno si procederà con l’esercizio provvisorio per dodicesimi e, quindi, non sarà possibile avvalersi della nuova legge. Merita invece di essere segnalato l’emendamento presentato in aula che ha inserito l’opportunità di prevedere contributi diretti ai disabili gravi e non solo i servizi. L’emendamento è stato approvato sapendo che non sarebbe stato più possibile prevedere nel programma annuale della <Non Autosufficienza> il contributo diretto alle famiglie”. Sono queste posizioni analitiche, oggettivamente critiche, oggettivamente pertinenti sulla legge che tutti considerano apprezzabile, a  renderla più vera, meno enfatica, più aderente alle condizioni reali che riguarderanno i disabili e la stessa Regione che se ne dovrà fare carico. Insomma, bene la legge sulla non autosufficienza, meno bene le carenze applicative che l’accompagnano. Averla analizzata nei pregi e nei difetti, aiuterà sia il legislatore molisano che il destinatario a renderla una legge con un alto tasso di civiltà sociale. Averla conosciuta in tutte le sue implicazioni, è il caso di dire grazie a Sinistra Italiana.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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