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Nominata la commissione per l’esame delle domande per la nomina del direttore generale dell’Arpam

Il presidente della giunta regionale Frattura e gli assessori Nagni, Facciolla e Veneziale hanno una fretta del diavolo di arrivare entro la fine della loro contestata, criticata, e avversata legislatura che ha portato il Molise a scendere lungo la scala dei valori economici e sociali, con percentuali da primato per disoccupazione e indice di povertà, a nominare il direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise (Arpam) che, volendo, ma non hanno deliberatamente voluto, potevano nominare già nel corso del 2016 avendo disponibile l’elenco di candidati idonei a ricoprire l’incarico, elenco derivato da un precedente avviso pubblico. Siccome “maiora premunt” (si vota il 22 aprile 2018), la fretta probabilmente deriva dalla coscienza che forse  non ce la faranno a tornare al governo del Molise e avendo qualche amico da sistemare tra i nuovi candidati all’incarico, non sono andati per il sottile. Cioè, non hanno minimamente badato al rilievo di chi leggendo la deliberazione con cui è stato approvato il nuovo avviso pubblico ha sottolineato la stranezza con cui era stato ignorato l’elenco disponibile degli idonei, né hanno preso in considerazione lo stesso rilievo avanzato successivamente,  con un apposita interrogazione urgente, dal consigliere regionale di “Sinistra Unita” Michele Petraroia. Il quale, però, a sua volta, ha sì l’abilità di sollevare critiche ed eccezioni, cortine fumogene, allarmi, richiami, preoccupazioni, denunce, ma mai capace di dar loro seguito con iniziative incisive e definitive dinanzi alla Corte dei conti e/o ai Tribunali. Crede di salvarsi l’anima, mentre in sostanza si rende complice delle nefandezze che rileva e inutilmente condanna. Pertanto, nessuna meraviglia per questo comportamento ostile della presidenza e della giunta regionali ad ogni sollecitazione a riflettere e a giustificare un atteggiamento che di logico aveva ben poco, oltre il blando richiamo alla necessità di rispettare le norme che accompagnano gli avvisi per incarichi pubblici. Una cosa è certa. La fretta con cui si vuole arrivare alla nomina del direttore dell’Arpam collide fortemente con il fatto che potendolo nominare a tempo debito, è stato fatto in modo che quella possibilità non fosse presa in esame, né soprattutto perseguita. Difatti l’Arpam è stata lasciata per anni senza il direttore titolare e in regime commissariale, come piace a chi vuole governare avendo la piena disponibilità da parte dei vari nominati e incaricati “pro tempore”.  Non sappiamo se sia stato e sia il caso dell’Arpam, ma sappiamo che la Regione Molise, da quando amministrata il centrosinistra targato Frattura, s’è distinta per non essere stata capace di dare un’amministrazione ordinaria alla gran parte, se non addirittura a tutte le sue strutture regionali e sub regionali. Un caso che se fosse stato preso in esame con la dovuta attenzione e puntualità, e reso pubblico, avrebbe offerto un nuovo primato negativo, per carenza di  legittimità e legalità, al Molise. Chissà perchè, poi, tra le Agenzie e gli Enti commissariati, la presidenza e la giunta regionali hanno deciso che debba essere l’Arpam ad uscire dallo stallo gestionale, senza peraltro che negli atti amministrativi con cui hanno approvato il nuovo avviso pubblico e nominata la commissione esaminatrice  per l’istruttoria delle domande pervenute e la predisposizione di un elenco di candidati idonei al conferimento dell’incarico, venga data una spiegazione, venga specificata l’urgenza rispetto ad altre identiche situazioni di precarietà amministrativa. A proposito della commissione. La giunta ha scelto che sia presieduta da Massimo Pillarella, il noto e conclamato nuovo Pico della Mirandola, per il suo multiforme ingegno al servizio degli amministratori quale responsabile del quarto dipartimento regionale e responsabile di una miriade di altri incarichi interni ed esterni (rapporti con l’Europa) di cui è titolare, e ne facciano parte  Claudia Angiolini e Luigi Sabella, con Ida Terebini segretaria. Una commissione eccellente, per un compito d’eccellenza, per questo, forse, a differenza di tante altre commissioni cui è stato negato un ristoro,  gratificata del compenso previsto per le commissioni di esami per l’accesso all’impiego, secondo le disposizioni del regolamento regionale del 17 ottobre 2003, numero 3. In onore del detto popolare, a proposito di mettere soldi in scarsella: “Ogne picca giova”.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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