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“No Hub a San Giuliano di Puglia”

“Sono state tante le sollecitazioni ricevute da NOI CON SALVINI MOLISE da parte dei cittadini di questa regione che non ne possono più: “basta immigrati clandestini fate qualcosa almeno Voi”.Le sollecitazioni fanno piacere ma bisogna precisare che che fin dal primo momento (tre anni fa) il movimento ha messo in campo una serie di azioni, sempre sulle piazze ed alla luce del giorno, miranti a sollecitare le istituzioni a dare risposte concrete”. Lo scrive, il coordinatore, Luigi Mazzuto. “Prime tra tutte le due Prefetture di Isernia e Campobasso, che sono ridotte ormai a “regolatrici del traffico degli immigrati clandestini”, invece di rappresentare al Governo centrale le esigenze del territorio di loro competenza. In verità va spezzata una lancia in loro favore nel senso che le scelte di inviare altri clandestini sul nostro territorio le subiscono e i Prefetti non possono rifiutarsi.

Assistiamo inermi tutti i giorni a ciò che succede negli altri centri di accoglienza presenti sul territorio nazionale, i C.A.R.A. di Mineo (Catania), di Bari ed altri con problematiche esistenziali, ebbene esempi non bastano e San Giuliano Di Puglia, in quello che fu il villaggio post-terremoto del 2002, ne sta facendo nascere uno anche in Molise.

Non bastano i circa 5000 clandestini già presenti sul territorio regionale, ne vogliamo altri. Registriamo e poniamo all’attenzione dei molisani, di quelli che ancora ci sono rimasti, che non solo le strutture private ma anche le amministrazioni comunali aprono e si prestano al fenomeno incontrollato ormai, udite, udite: PER FARE CASSA!

Ai sindaci ed agli amministratori locali chiediamo oggi uno scatto di orgoglio in forza del mandato, che non l’hanno ricevuto certo per farci invadere, e ad alzare le barricate politiche per DIRE BASTA, STOP INVASIONE , ed a impegnarsi a costruire una proposta credibile, compatibile e forte per ridare fiducia ad una regione che stanno desertificando. Mancano solo i cammelli!

NOI CON SALVINI MOLISE dice basta ancora più forte e lo fa continuando il suo giro sulle piazze con i suoi dirigenti, con i suoi attivisti e simpatizzanti, ma non basta, adesso è l’ora di chi ci sollecita quotidianamente.

L’azione riparte e lo fa proprio da San Giuliano di Puglia, domenica 5 novembre a partire dalle h. 10,00 in Corso Vittorio Emanuele, incontrando i cittadini per una raccolta firme per dire NO HUB A SAN GIULIANO. Abbiamo bisogno di tutti, anche della stampa locale e dei media in generale: per il MOLISE e per i MOLISANI!”

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Non provo alcun interesse nei confronti di “Noi con Salvini”, ma concordo con il No Hub. Si sta portando questa vicenda dell’accoglienza all’eccesso, aggiungendo disagi, delinquenza, anarchia a situazioni urbanistiche già di per sé problematiche.
    Non è inoltre possibile che questa gente continui a scappare in eterno dai propri Paesi. Che facciamo? Il travaso delle popolazioni da una regione all’altra del mondo, con tutti gli inconvenienti che questo può determinare? Si rifletta su questo, perché la saturazione non può che creare gravi problemi ai Paesi d’accoglienza.
    O si decide, una volta per tutte, di attuare una sorta di piano Marshall per quelle popolazioni (quindi di aiutarli nei loro Paesi) o le nostre nazioni arriveranno al collasso.
    Tacciano coloro che parlano di accoglienza in senso lato, senza sporcarsi le mani!

  2. Il problema è serio ed in tanti lo stanno sottovalutando, così come si sta sottovalutando il fatto che non solo sbarcano potenziali terroristi, ma anche un cospicuo numero di musulmani, che sono rinomati per attuare la politica della “conquista con le pance”: sono infatti prolifici, e fin qui nulla di male. Il male risiede nel fatto che, così facendo, intendono islamizzare l’Occidente. Qualcuno potrà mettersi in cattedra dicendo che le cose non stanno in questi termini, magari sorridendo, ma in realtà i fatti parlano da sé: chi sposa la religione islamica non è portato all’integrazione (guardate ai tanti matrimoni misti terminati in modo misero e doloroso), dunque ricostituisce, nei Paesi d’accoglienza, piccoli mondi sulla scia di quello che si può trovare a Marrakech piuttosto che a Tunisi. E questa voi la chiamate integrazione? Signori, scendete sul pianeta Terra, riappropriatevi della vostra identità, dei vostri valori, e non vi spersonalizzate, quasi vergognandovi della cultura a cui appartenete!

    • Arianna Di Biase

      Concordo pienamente con il sig. Paolucci. Questo Occidente sazio, disperato e privo di valori continua a pensare che il velo in testa non sia una forma di estremismo, arrivando quasi a sentirsi ospite in casa propria!

    • Gennaro Di Giuseppe

      Non posso che concordare con il lettore. Il rischio “contaminazione islamica c’è, anche da parte di insospettabili che conducono in modo apparentemente normale la loro vita. Da non dimenticare, inoltre, il fatto che non ci sono, nelle nostre città e campagne, tutte quelle opportunità che si vuol far credere, che un buon numero di italiani è tornato -per fortuna- a svolgere lavori umili, e che quindi queste persone non potranno trovare l’El Dorado qui da noi, ma neanche nei più ambiti Paesi del Nord Europa, che stanno cominciando a saturare la richiesta di manodopera. Infine, non è possibile che un’intera regione del mondo non possa camminare sulle sue gambe a livello socio-economico: da lì bisogna partire se si vuole aiutare quella gente, quindi vanno svolte coraggiose e sapienti azioni diplomatiche per sbaragliare dittatori e corrotti, per creare un altro tipo di coscienza e dunque per rendere autonomi quegli Stati a livello economico e sociale. Uno strumento validissimo è la scolarizzazione: molti degli abitanti di quei Paesi hanno un livello basso o molto basso di alfabetizzazione, ed ecco i risultati.

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