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Il NO da cittadino molisano

di Giuseppe Saluppo

Il primo articolo della nostra Costituzione, dopo aver definito l’Italia come una Repubblica, stabilisce, al secondo capoverso che “la sovranità appartiene al popolo”. I latini avrebbero detto: “in claris non fit interpretatio”, nel senso che la norma è cosi chiara che non c’è bisogno di interpretazione. Detentore unico dell’esercizio del potere in Italia, è il popolo: principio questo che è la spina dorsale delle democrazie.
Tuttavia, assistiamo ormai da tempo, ad una progressiva, inesorabile e sembra inarrestabile sottrazione della sovranità all’unico soggetto detentore, il popolo appunto.  Un processo che, a mio parere, aggrava la crisi economica, morale, etica del nostro paese. Una sovranità spogliata e che emerge con forza dalla lettura del testo di riforma della Costituzione passata in Parlamento come una legge qualsiasi. Il voto ridotto a brandelli; un Parlamento con una rappresentatività non genuina, ma corretta; sovranità nazionale cancellata a tutto favore dell’Ue; cittadino non più al centro del sistema sanitario (distrutti ospedali, servizi, tagliate  prestazioni), dei trasporti (perchè siamo piccoli e dobbiamo soffrire sulle tradotte), delle politiche sul territorio (trivellarci da ogni parte). Un sistema oligarchico che nell’ambito della Costituzione  istituisce la verità di Stato e l’errore di Stato; quando il Governo o la maggioranza stabilisce di fronte all’opinione pubblica quale sia la verità e quale sia l’errore, si entra in un sistema prossimo al totalitarismo. E, allora, di cosa meravigliarci se il presidente del Consiglio dei Ministri ci sbeffeggia, come Molise e come molisani, in ogni occasione e dove. Quando immagina un Senato eletto dalle oligarchie e un  Parlamento non più capace, non solo nel momento in cui è eletto ma via via nel momento in cui funziona di rappresentare gli orientamenti e la volontà del corpo elettorale che esso deve rappresentare. Un Parlamento di rubaseggi (perchè gli eletti saranno decisi dai partiti e non dalle preferenze dei cittadini). Spontaneo, così, diventa il No. Da cittadino. Molisano.

Di Giuseppe Saluppo

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