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Niro: “L’acqua resti pubblica”

CAMPOBASSO. In Consiglio regionale, domani mattina,  torna la proposta di legge riguardante la costituzione dell’Egam con il quale ente si intende privatizzare il settore idrico molisano. Alle manifestazioni di protesta di alcuni sindaci, con ricorso vinto al Tar, la Giunta regionale ha ritenuto riproporre l’argomento. Dura la presa di posizione del consigliere regionale Vincenzo Niro. “Giova evidenziare che in più occasioni la Corte costituzionale ha ribadito che la “disciplina dell’affidamento della gestione del SII attiene (..) alle materie della tutela della concorrenza e dell’ambiente, riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (ex plurimis, sentenza n. 187 del 2011; n. 128 del 2011; n. 325 del 2010; n. 142 del 2010; n. 307 del 2009; n. 246 del 2009).” (C. Cost.62 del 2012). Alla legge regionale, pertanto, “spetta soltanto disporre l’attribuzione delle funzioni delle soppresse Autorità d’ambito territoriale ottimale (AATO) ‘nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza’ “, essa, quindi, “deve limitarsi ad individuare l’ente o il soggetto che eserciti le competenze già spettanti all’AATO” in quanto ad esso attribuite dalla legge statale“.
Nessuna costrizione per i Comuni, dunque?
“Assolutamente no. Per questo, ho chiesto alla Commissione stessa un lasso di tempo per la presa d’atto da parte dei Comuni della scelta effettuata dalla Regione, senza però poterli costringere all’adesione. La stessa Corte costituzionale, con riferimento al servizio idrico integrato, ha da tempo rilevato che ”il rispetto dei principi di sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza, richiamati dal sopra citato art. 2, comma 186-bis, della legge n. 191 del 2009, implica che non possa essere trascurato, nella prefigurazione normativa regionale della struttura e delle funzioni dei soggetti attributari dei servizi, il ruolo degli enti locali e che debba essere prevista la loro cooperazione in vista del raggiungimento di fini unitari nello spazio territoriale che il legislatore regionale reputa ottimale”.
Anche perchè potrebbero esserci forti esposizioni economiche
“Che non sono state quantificate attraverso una simulazione. Non solo per i Comuni ma per la stessa Regione. Alla mia richiesta di parere legale, il presidente Di Nunzio ha inteso negare tale passaggio essenziale”.
E, ora?
“Ho già presentato gli emendamenti correttivi ma non nascondo la possibilità di presentare una mia proposta di legge perchè l’acqua molisana resti, innanzitutto, pubblica”.

Di Giuseppe Saluppo

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