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Neuromed e Cattolica verso la chiusura con i budget tagliati

Il taglio del budget alle strutture private in Molise, a partire dal 1 dicembre, comporta l’impossibilità per i molisani di potere beneficiare di cure e prestazioni presso Cattolica, Neuromed ed altri centri privati. La decisione assunta dal commissario alla sanità, Paolo Frattura, con apposito decreto, sta mettendo in difficoltà le strutture e penalizzando i cittadini. In più, senza considerare il rischio di licenziamenti del personale. Un centinaio alla Cattolica, il doppio a Neuromed e via via per le altre strutture private. Il cittadino molisano, così, dopo avere subito i tagli agli ospedali, cancellati i posti letto nelle strutture pubbliche e depotenziati i servizi si vedrebbe negato anche il diritto di accesso ad una struttura di eccellenza nella propria regione. Un dramma. Nella sanità molisana le cose vanno sempre peggio. Come se la Struttura commissariale e il commissario ad acta, Paolo Frattura, non avessero l’obiettivo del riordino, ma quello di seminare confusione e indebolire, piuttosto che irrobustire, i nostri punti di forza. Non si spiegano altrimenti, tanto per esemplificare, i tagli lineari che si intenderebbe irrogare a eccellenze sanitarie presenti sul territorio come la Cattolica, il Neuromed, il centro oculistico Laurelli ed a tante altre strutture private che costituiscono l’ossatura imprescindibile del sistema.  La Struttura commissariale ha emesso nei giorni scorsi i nuovo decreto che individua le modalità di ripartizione del budget anche per il 2016, determinando una vera e propria rivolta tra gli erogatori privati accreditati di ogni ordine e grado. Con il nuovo decreto, la Struttura commissariale  ha voluto rivoluzionare il sistema di distribuzione dei budget, intanto riducendo la quantità di prestazioni erogabili, in barba a quanto previsto dalla distribuzione del Fondo sanitario nazionale e dimenticando, inoltre, che le strutture private sono spesso quelle che rendono la migliore qualità di servizi sanitari sul territorio regionale, rappresentando un baluardo contro l’ulteriore aumento della già considerevole emigrazione sanitaria. . Ne consegue che le liste di attesa per tutti i tipi di cura, ospedaliero e territoriale aumenteranno vertiginosamente, raggiungendo i valori tristemente esistenti già nelle strutture pubbliche. I pazienti avranno allora solo due possibilità: spostarsi in altre regioni per ricevere le cure (che saremmo in grado di poter fare in Molise con lo stesso indice di qualità e appropriatezza) o pagarsi le cure di tasca propria. Insomma, davvero un bel risultato! Il risparmio di budget ottenuto con i decreti dalle strutture sanitarie molisane, paradossalmente, verrà comunque utilizzato per rimborsare le strutture sanitarie del Centro e del Nord del Paese che avranno accolto i nostri concittadini. Ne deriva che le strutture del Centro e del Nord prenderanno soldi dal Molise ed avranno (lo fanno tristemente da sempre) ancora di più la possibilità di investire per migliorarsi e per attrarre sempre più molisani. E’ questo, da sempre, un infernale circolo vizioso rialimentato, questa volta, dagli ultimi decreti del commissario ad acta Paolo Frattura. Comunque la si giri, rimane il fatto che le nuove decisioni prese dal Commissario ad acta in tema di sanità privata, determineranno gravi turbamenti nel delicato sistema sanitario, senza dire delle centinaia di nuovi ricorsi giudiziari che affolleranno i tribunali amministrativi.

 

Di Giuseppe Saluppo

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