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Nell’area del centro servizi Neuromed, un insediamento ellenistico

La Fondazione Neuromed stipula un accordo quadro con l’Università degli Studi di Tor Vergata al fine di valorizzare il patrimonio archeologico rinvenuto in località Camerelle, nella zona industriale di Pozzilli. Uno scavo unico nel suo genere che, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia Molise, sta portando alla luce un insediamento che va dal periodo ellenistico a quello tardo antico-alto medievale. Un’area datata tra la fine del IV – III secolo a.C. fino all’VIII.  I dettagli dell’accordo verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì, 16 dicembre 2016, alle ore 11.00 presso la Sala Convegni del Centro Servizi dell’I.R.C.C.S. Neuromed.  La rilevanza archeologica presente nel nucleo industriale, come ha avuto modo di dirci Diletta Colombo, Ispettore territoriale della Soprintendenza Archeologica Molise, era già nota in passato per alcuni ritrovamenti superficiali e per alcuni carotaggi eseguiti, negli anni settanta, dalla stessa Soprintendenza in concomitanza con la costruzione dei capannoni industriali nell’area produttiva. Sono ora le scoperte fatte di recente al Centro Servizi del Neuromed, fortemente volute dall’azienda, ad avere un significativo peso archeologico che ci porta a conoscere qualcosa in più della storia del Molise. “Il complesso era situato su un leggero pianoro – ci spiega Deborah Cerciello, archeologa a capo dello scavo di Pozzilli – la cui campagna doveva essere molto sfruttata dal punto di vista agricolo e quest’area doveva essere sicuramente contornata da grandi ville più o meno estese. L’insediamento era ben organizzato poiché si trovava su un’arteria di comunicazione importantissima quale era la Via Latina che collegava Roma, Venafro e Isernia al resto della regione garantendo un collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico.” I dati emersi dagli scavi sinora condotti hanno permesso di individuare la pars fructuaria della villa (la parte destinata alla lavorazione dei prodotti – ndr.), all’interno della quale sono stati ritrovati vani con funzioni di servizio, un magazzino con un dolio incassato e un settore definito torcularium (ambiente specializzato alla trasformazione della materia prima in olio – ndr.) per la presenza in situ dell’alloggiamento e del contrappeso in pietra calcarea utilizzato per la spremitura delle olive. “Al centro dell’ambiente, in rilievo e ancora in corso di scavo dovevano trovarsi l’ara di spremitura e, in asse con il contrappeso, le basi per gli stipites (i due elementi verticali anteriori) del torchio, per gli arbores (elementi verticali posteriori) e le vasche di raccolta”.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Ma tutto il materiale “museabile” g riusciremo a vederlo nei musei molisani?

  2. Giannantonio Bombelli

    C’è un mondo storico – archeologico ancora tutto da scoprire in Molise

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