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“Nel Pd il gran caldo fa male”

di Costanza Carriero

Nel leggere vari interventi e dichiarazioni da parte di esponenti del mio partito – il PD – che recentemente hanno affollato i media, mi sono detta che il gran caldo fa brutti scherzi!.

Mi spiego meglio.  In merito a quanto sottoscritto dal segretario di federazione del basso Molise circa la grave situazione finanziaria delle Province, che effettivamente c’è e nessuno nega, è lecito cercare di capire come mai oggi firma un documento di strenua difesa se per il referendum costituzionale, in cui si prevedeva l’abolizione delle Province, ha lavorato politicamente ed alacremente per il “SI”.  Ha cambiato idea oppure politicamente, a pochi mesi dalle regionali, è più conveniente sponsorizzare tale situazione?

Peraltro trattasi di documento stilato inizialmente solo per il sostegno alle Province siciliane e di altre appartenenti a Regioni a Statuto speciale e poi firmato anche da altri segretari federali (in totale 56). A mio modesto avviso, il documento sottoscritto avrebbe dovuto essere di altro tenore e contenere richieste diverse, quali: la modifica della cosiddetta Legge Del Rio che ha decretato le Province enti di secondo livello, con le conseguenze nefaste del caso; la richiesta di dimissioni di ambedue i Presidenti provinciali, quale protesta estrema per tale situazione insostenibile (però è pur vero che anche i due Presidenti hanno sostenuto il SI referendario!); il ritorno al precedente sistema di voto, con legittima partecipazione di tutti i cittadini e non l’attuale “imposizione” in cui sono i consiglieri comunali che col voto ponderato decidono e scelgono, per cui se sei eletto in enti più grandi pesi di più, anche se i consiglieri eletti nei comuni più popolosi sono comunque in numero maggiore rispetto a quelli minori e non si capisce la logica di tale scelta se non follia allo stato puro; attacco profondo alla Regione perché non versa quanto dovuto, essendosi si ripresa le deleghe ma avendo lasciato in capo alle Province le funzioni.

Per quanto riguarda il regionale PD ho letto la recente dichiarazione sui migranti che, in linea col segretario nazionale, ritiene necessario bloccare gli sbarchi, adottare una linea durissima in Europa, nuove regole oppure uscire dalla missione Triton, trasferire in aereo i migranti presso quei paesi di cui la nave Ong batte bandiera.

Tutto giusto, corretto ed auspicabile.

Però, come mai quando queste cose le proponevano molti di noi, le facevamo presenti avvertendo e prevedendo quanto sarebbe accaduto, nessuno ci ha dato retta?

In 1.000 giorni del Governo Renzi tutte queste cose potevano essere fatte mentre così non è stato, eppure con i numeri bulgari in Parlamento era fattibile!

Sono certo auspicabili oggi, visto che seppur in ritardo se ne sono resi conto, ma lo erano anche nei tre anni precedenti, soprattutto perché il numero degli sbarchi non è passato da poche centinaia a migliaia solo nell’ultimo mese. Ed è notizia recente che anche Frontex ha chiuso la porta in faccia all’Italia sull’ipotesi di consentire sbarchi in scali non italiani.

Forse la tanto sbandierata flessibilità europea sui conti italiani ottenuta dal Governo a matrice renziana altro non è che aumento del debito e quindi bisogna correre ai ripari?

Insomma, si potrebbe riassume il tutto come il fallimento totale dell’epoca renziana e dei suo adepti.

Chi sta facendo, oggi, spot elettorali con quelle dichiarazioni?

Se poi a queste due situazione ci aggiungiamo anche l’assordante silenzio su altri temi importanti per il nostro territorio la domanda/certezza sulla inadeguatezza di questa classe dirigente è palese.

Avrei voluto sentire dalla segretaria regionale una forte presa di posizione (meglio sarebbe di coscienza e di azione) sulla classifica stilata per la sanità dove ci siamo posizionati ultimi, forse con la speranza recondita che gli ultimi saranno i primi; abbiamo un tasso di disoccupazione molto alto; ben 4 plessi scolastici che perdono la dirigenza e che sono a rischio chiusura per mancanza di risorse; bandi regionali che suscitano perplessità; festeggiamenti per acquisto di treni (uno e pure già nato male), ma siamo sempre  afflitti dalle stesse carenze a cui si aggiunge la chiusura definitiva della tratta ferroviaria Termoli-Campobasso (dopo spese di investimento ingenti) ed anche in questo caso nessuno dice nulla; un piano energetico regionale recentemente approvato che spiana la posa in opera di pali eolici impressionatamente preoccupante, e senza nessun ritorno economico per i cittadini. Vorranno circoscrivere il Molise coi pali? magari in questo modo anche le altre regioni si accorgeranno che il “Molise esiste”. Forse!

Insomma la lista della spesa è lunga e nulla viene depennato da essa perché non ci sono soluzioni in vista.

 

Di Giuseppe Saluppo

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