Home / Campobasso / Morire a S. Stefano ed essere sepolti a Campobasso

Morire a S. Stefano ed essere sepolti a Campobasso

La Frazione di S. Stefano da tempo immemorabile ha saputo assegnarsi una sorta di autonomia amministrativa che l’ha resa largamente “indipendente” dai servizi comunali del capoluogo. Gli abitanti sanno provvedere a loro stessi e a ciò che a loro davvero torna utile e indispensabile. Il primo marzo del 1383, con queste qualità,  seppero far fronte anche ad un’inattesa evenienza e meritarsi la menzione nei libri di storia: la morte in quella contrada del Conte Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde). Mai avrebbero immaginato, però, di arrivare al Terzo millennio, oltre la prima decade del ventunesimo secolo, per lamentare la saturazione del piccolo cimitero e vedersi ripetutamente ignorati dall’amministrazione di Campobasso. Mai avrebbero immaginato che anche la sollecitata e ripetuta esigenza di collegarsi con Castropignano, alla sponda opposta del Biferno, mercé un piccolo raccordo sulla fondo Valle Rivolo, risolvendo così un’esigenza di mobilità e di sicurezza in caso di eventi calamitosi che dovessero richiedere l’evacuazione, sarebbe rimasta lettera morta. Ma il danno più grave e inaccettabile, per inopportunità e irragionevolezza, è il ritardo con cui da parte dell’amministrazione comunale di Campobasso si sta prendendo in considerazione la richiesta di ampliare il cimitero della Frazione e creare nuovi loculi. Una esigenza legata al ciclo della vita, cui nessuno che abbia un minimo di sensibilità e di responsabilità amministrativa può ignorare, e tantomeno disattendere.

Il servizio cimiteriale è un pubblico servizio. Purtroppo lo ignora la sempre più distratta e rancorosa amministrazione del Capoluogo, corrompendo colpevolmente e irrazionalmente il rapporto con la storica Frazione sottraendole, in questa circostanza, la piena funzionalità del cimitero. Indifferente, l’amministrazione di Palazzo san Giorgio, anche alla piena e immediata disponibilità del suolo necessario all’ampliamento dell’area cimiteriale. E’ già accaduto; le tumulazioni al cimitero del capoluogo si risolvono in un aggravio di spesa e in una “mortificante” costrizione per coloro che, onorando la memoria dei propri cari, debbono sobbarcarsi chilometri di strada per la particolare esigenza. Come  sia stato possibile che  la gestione del territorio campobassano in cui, lo ribadiamo, la presenza e il ruolo della Frazione di S. Stefano sono testimonianza storica e valore socio/economico e culturale di rilievo, oltre che radicata dimostrazione di autonomia, debba subire restrizioni così evidenti e per taluni aspetti avvilenti, non trova spiegazione logica, ed obbliga a prendere atto che la ragionevolezza e l’opportunità amministrative sono sempre più rare e messe in atto. Stesse valutazioni anche per il mancato collegamento stradale che liberebbe S. Stefano verso la fondo Valle Biferno, verso  i centri della sponda opposta del Fiume, verso la strada a scorrimento veloce per Termoli. La concomitanza che vede il sindaco di Campobasso, Antonio Battista essere anche presidente della Provincia, avrebbe potuto essere un punto di vantaggio per risolvere entrambi i problemi, ma alla resa dei conti non è stato.

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese”

Missione economica plurisettoriale in Albania, a Tirana, dal 9 luglio all’11 luglio 2018, guidata dal …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*