Home / Politica / Monte Capraro, succede a Capracotta

Monte Capraro, succede a Capracotta

La finiranno mai gli amministratori regionali in carica di turlupinare il prossimo? Vale a dire, di promettere e di non mantenere le promosse. Il sindaco di Capracotta, sodale politico di Frattura e della maggioranza di centro sinistra in una qualche misura l’interrogativo lo affaccia, sapendolo leggere tra le righe del comunicato stampa emesso sulla situazione in cui vivono il paese più alto  dell’Appennino centromeridionale e la stazione sciistica di Monte Capraro. La finiranno mai di parlare di turismo, di sviluppo turistico, di valorizzazione turistica del territorio? Paglione ufficialmente mostra di essere avvilito, come lo sarebbe ciascun sindaco nella sue condizioni, alla notizia che la Regione ha cancellato la norma che affidava a Funivie Molise la gestione dell’impianto capracottese, ma non risentito. Anzi comprensivo. “Una decisione purtroppo attesa, perché rientrante nella razionalizzazione della pubblica amministrazione e delle società partecipate, che riguarda non solo Capracotta ma anche l’altra stazione molisana, Campitello (Sic! – ndr)”. Amministrare  il Molise tagliando gli investimenti, togliendo il  sostegno all’imprenditoria, scremando le società partecipate non distinguendo i casi e le circostanze, è un modo barbino di amministrare, nonché una dimostrazione di indifferenza ai richiami provenienti dalle realtà locali sulle peculiarità da non mettere nel calderone del pressapochismo. “È del 19 gennaio scorso una mia nota indirizzata alla Regione  nella quale oltre a manifestare le preoccupazioni per l’abrogazione dell’articolo 10 della finanziaria, suggerivo anche il percorso da intraprendere: affidarsi alla legge regionale 13 del 2003 che prevede interventi per la riqualificazione della stazioni sciistiche e del sistema turistico e degli sport invernali della regione Molise”. Se neanche un suggerimento circostanziato sulla piena agibilità della legge regionale che prevede di sorreggere, qualificandole, le stazioni sciistiche, ha generato una correzione alla determinazione  qualunquista della giunta regionale (da ogni parte del Molise viene segnalato un fatto, un episodio, un provvedimento programmatico che denotano approssimazione e dilettantismo), ciò sta a significare che siamo davvero in uno stato di decomposizione politica e amministrativa irreversibile. Dal sindaco di Capracotta sarebbe stata lecita e salutare un denuncia aperta, incisiva, di questa condizione e come modificarla per non seppellire una realtà già mortificata dalla cancellazione della Comunità montana ed ora ulteriormente penalizzata da un governo regionale che passerà agli annali per aver fatto strame di tutto. Le società partecipate hanno ciascuna una missione specifica, significativa, importante.  Anche Funivie Molise. Purtroppo sono state affidate a management non all’altezza del compito, politicizzati, sottomessi alla strategia di maneggioni e di approfittatori. E’ il management che va cambiato, e non le società partecipate cancellate. Non potendo cambiare il management, questo governo regionale cancella le società e, in questo caso, le stazioni sciistiche e la programmazione turistica. Paglione è della stessa stirpe politica del governo regionale, pronto a farsene una ragione. Di più. Rivolto a Frattura, gli ha espresso la gratitudine sua personale e dell’intera comunità che si onora di rappresentare  per aver compreso le difficoltà legate alla gestione della stazione sciistica e di aver adottato apposito atto deliberativo per salvaguardare gli interessi economici  e sociali del suo comprensorio montano, così strettamente legato alla funzionalità e alla piena operatività dell’impianto di risalita di Monte Capraro.  “Questa deliberazione della giunta regionale dovrebbe risolvere le problematiche della gestione della stazione sciistica, almeno per quest’anno”. Incredibile.  Si rende grato a Frattura per una delibera che, a suo dire, dovrebbe (quindi non è certo) risolvere  “le problematiche della gestione sciistica, almeno per quest’anno”. E poi? Con politici così disposti a comprendersi e ad assolversi, è assolutamente impensabile che il Molise possa salvarsi dalla bancarotta politica e amministrativa.

 

Dardo

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Campobasso, la Regione rilancia sul Masterplan

Campobasso, la città che sotto gli occhi attoniti dei cittadini che hanno avuto conoscenza della …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*