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Molise, un “sacco” di storia e di dignità

di Giuseppe Saluppo

Il Molise, nota regione con un sacco di abitanti”… è stata l’infelice espressione usata ancora una volta dal presidente del Consiglio dei ministri e segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi nei confronti della nostra terra. E’ la terza volta che accade. Per caso, il Molise è un suo incubo? Grave, però, che un presidente del Consiglio dei ministri, anche se non eletto e, forse, proprio per questo, si permetta di dileggiare una terra, i suoi abitanti e una regione. Grave, istituzionalmente parlando. Doloroso, dal punto di vista politico. Amaro, sotto l’aspetto sociale. E non c’è giustificazione alcuna.  Soprattutto, poi, cercando di giocare sulla questione elettorale referendaria. I privilegi dei consiglieri regionali del Molise sono gli stessi ad appannaggio dei colleghi degli altri consigli regionali. Sarebbe bastata una legge per eliminarli. E non c’è stata. Questa volta, finalmente, una reazione politica si è avuta. Anche se ad aprir le danze ci ha pensato un sindacalista, Pasquale Guarracino, della Uil che ha invitato Renzi a pensare ai problemi di questa terra invece di schiaffeggiarla. Così come il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno, che ha scritto a Renzi invitandolo a non considerare illegittimo il Molise. Mentre di “confusione” hanno parlato Lattanzio, Fusco, Totaro e Scarabeo. Non vogliamo fare dietrologia. Però, ci sembra che questi continui attacchi al Molise da parte del Premier si inseriscano sulla stessa linea d’onda dei tagli alle istituzioni messi in cantiere dal suo governo a partire dalla Corte d’Appello e a quelli a cascata che si avrebbero. E sarebbe ancor di più grave per una terra “con un sacco di abitanti”. Quel sacco di abitanti, però, non rappresenta nè un sacco di patate nè, tantomeno, un sacco di quacquaraqua. Ha una sua storia e una sua dignità. Pochi, sì ma non per questo da sbeffeggiare o passare per Calimero di turno!

Di Giuseppe Saluppo

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