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Il Molise e Signorinella Pallida

di Giuseppe Saluppo

 

Un altro anno è andato in archivio e un altro si appresta a muovere i suoi primi passi. Ognuno ha chiesto qualcosa e si augura il meglio. La realtà, però, purtroppo non sempre è in linea con i nostri pensieri. Anzi. E’, per davvero, impossibile chiedere attenzione ma, soprattutto, programmazione e idee chiare su come sviluppare il territorio ad una distratta classe politica regionale? E’ così  inottenibile l’impegno di una rinnovata volontà di costruzione di un percorso segnato da tappe e scandito da una strategia comune? Altrettanto, però, sono chiamate a farlo le associazioni di categoria e quelle sociali. Per troppo tempo in silenzio, salvo qualche lodevole iniziativa, tanto che ad oggi risultano più acquiescienti che in grado di solleticare il confronto assumendo posizioni altalenanti. In quest’anno la dovranno chiarire una volta per tutte le associazioni dei costruttori, i sindacati di categoria e le istituzioni territoriali. Finora hanno marciato sul filo del compromesso accontentandosi di porzioni di verità, di porzioni di interessi e di porzioni di utilità. Non sarà possibile continuare oltre. Anche perchè non si può continuare oltre con la solita panacea  degli ammortizzatori sociali in deroga, ancora e sempre pezze a colore, ma niente di programmaticamente serio. E fintanto resteranno queste formule a reggere il peso della crisi, per l’economia molisana non sarà facile riemergere dallo stagno in cui è finito. Dicevo: fintanto si continuerà sul filo del compromesso e del buon vicinato tra le Associazioni di categoria, i sindacati e le istituzioni territoriali, non se ne verrà fuori da niente. La necessità che ciascuna componente assuma autonomi quanto pensati atteggiamenti e formuli proposte,  non concede più spazio alle chiacchiere. Per non dovere intonare, “Signorinella pallida”.

Di Giuseppe Saluppo

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