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Il Molise sbeffeggiato da Renzi: Frattura applaude, Petraroia protesta

Pare che il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi intenda spendere uno degli ultimi giorni della campagna referendaria nel Molise di cui ha fatto a più riprese menzione e allusione, e sempre in termini ironici e critici, rappresentandolo come una sorte di zimbello istituzionale, con la pretesa di promuoversi turisticamente in Cina  e con la classe politica regionale tenacemente legata al portafoglio e per questo schierata per il No, al fine di non dover equiparare la propria indennità (in basso) a quella del sindaco Battista. Il presidente Frattura, sbeffeggiato dalle Iene proprio sulle indennità, ancorché con qualche fastidio giudiziario favorevolmente risolto in quanto archiviato, di Renzi, che del Molise ne ha fatto una sorte di zimbello istituzionale, va continuando a decantarne l’intelligenza, la fecondità di pensiero, la brillantezza dell’eloquio, il coraggio,  e in questo assieme di pregi e qualità, anche il ringraziamento personale e quello del popolo molisano in quanto, attraverso lo sbeffeggiamento, avrebbe tratto una autorevole quanto gratuita promozione e pubblicizzazione. Difatti, argomenta Frattura, ponendolo all’attenzione del Paese, dell’Europa e del Mondo, il Paese, l’Europa e il Mondo non si priveranno della voglia di volerlo conoscere, vistandolo, questo tocco d’Italia, così particolarmente curato dal capo del governo,  finendo – dice Frattura –  per ricavarne favore economico e successo d’immagine. Siamo alle peggiori masturbazioni mentali, alla sterilizzazione del buonsenso comune, alla piaggeria più smodata e  sfacciata e, se davvero Renzi vorrà conquistare una quota di Sì alla sua proposta di riforma costituzionale, non avrà certo difficoltà a dire che egli il Molise lo ama, che la classe politica regionale è tra le migliori d’Italia, che il presidente Frattura è uno dei gioielli della sua collezione di rinnovatori della politica, dell’economia, e della morale pubblica. La platea che verosimilmente gli farà da sfondo, non mancherà di riservargli la “standing ovation”.

A non applaudirlo e a non essergli grato per lo sbeffeggiamento mediatico, certamente il consigliere regionale Michele Petraroia che, contrariamente a Frattura, a Renzi ha rimesso una missiva in cui, con molto garbo, sui riferimenti rivolti al Molise, puntualmente lo rimbecca. La missiva è lunga, per cui ne stralciamo solo alcuni passaggi che però danno il senso del … dissenso.  “Al solo scopo di chiarire i termini della questione, puntualizzo che tra i 6 mila euro di indennità lorda prevista per il Consigliere Regionale del Molise, ed i 4.870 euro lordi del Sindaco del Capoluogo sussiste un’oggettiva differenza pari a 1.130 euro lordi mensili, che moltiplicati  per 21 Consiglieri  sommano l’importo di 23.730 euro al mese e a 284.760 euro annui. E’ indubbio che in caso di affermazione del SI in Molise ci sarà questa riduzione dell’indennità a beneficio delle casse statali, ma ho il serio timore che in base al medesimo parametro i Consiglieri Regionali di Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Liguria e di buona parte delle restanti regioni italiane percepiranno un’indennità superiore, perché i Sindaci delle città capoluogo percepiscono indennità rapportate al numero degli abitanti e quindi più elevate di quelle del Sindaco di Campobasso.  Chiarito sul piano aritmetico che l’argomento utilizzato si traduce in un aumento della spesa pubblica e non in un risparmio, rimane sul piano politico un presidente del Consiglio dei ministri che nell’esercizio delle proprie funzioni, al cospetto di milioni di italiani, e in più circostanze, esprime un giudizio non positivo su amministratori regionali non allineati con la propria posizione” Quindi Petraroia rammenta a Renzi che “ Il Presidente Monti, nell’esercizio delle proprie funzioni propose una normativa, tempestivamente approvata dal Parlamento, per ridurre le indennità di tutti i consiglieri regionali italiani, facendo parlare gli atti e rispettando gli altri livelli istituzionali. Se si intende perseguire un obiettivo, e si è al Capo del Governo da 1000 giorni, e si è a Capo del Partito di Maggioranza, si predispongono e si adottano provvedimenti amministrativi in linea con i propri convincimenti, ivi compresa la proposta di semplificare, ridurre o accorpare le 20 regioni italiane se lo si ritiene necessario … Non aver esercitato tale prerogativa è stata una scelta; non aver votato a favore della proposta di legge sulla riduzione delle indennità dei parlamentari è stata una scelta; non aver predisposto alcun atto sulla riduzione del numero delle regioni italiane è stata una scelta; aver deciso di concedere il bonus cultura o il bonus bèbè a tutti e non solo a chi è meno fortunato è stata una scelta; così come non aver diminuito la spesa sugli armamenti o quella di dotare la presidenza del Consiglio di un nuovo aereo dal costo di 165 milioni di euro.  Politicamente non ho condiviso l’abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la riforma della scuola, le modifiche costituzionali, il taglio dell’Imu o di altre imposte a chi detiene redditi alti, e ne ho tratto le conseguenze insieme ad alcuni parlamentari del Pd che negli ultimi 18 mesi, non si sono ritrovati nel progetto del Partito della Nazione che apre a destra e rompe a sinistra anche sul piano culturale”. Ribadito il No alla riforma, dulcis in fundo, un breve memorandum dei guai  riservati  al Molise. “Sul piano politico ho sollevato e solleverò temi sul taglio di 142 milioni di fondi europei rispetto al periodo precedente di programmazione; la mancata garanzia delle fruibilità dei livelli essenziali di assistenza nella sanità pubblica regionale; l’arretratezza delle infrastrutture a partire dal collegamento ferroviario con Roma e il mancato completamento della ricostruzione post-terremoto dopo 14 anni dal 31 ottobre 2002.  Non mi convince una politica ostentata che non si misura sul merito dei problemi, non considera il pluralismo un valore, e non svolge la propria funzione di ascolto sociale e di sintesi istituzionale. Il Molise è un vaso di coccio tra vasi di ferro, con un milione di oriundi sparsi per il mondo e 312 mila residenti; è alle prese con la fuga dello Stato che taglia e razionalizza abbandonando le aree svantaggiate; è oggetto di attenzione della criminalità organizzata e vive una crisi di difficile evoluzione, ma non per questo può essere portato ad esempio in negativo dal capo del Governo, come se fosse la sola eccezione negativa tra tante regioni virtuose”.

Dardo

 

 

Di Dardo

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