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Il Molise regala acqua e risorse finanziare

Dighe artificiali quante nessun’altra regione italiana è in grado di vantarne. Dovrebbero essere fonti di ricchezza per la comunità molisana e invece non lo sono. Il controsenso è irritante, tanto più che permane senza che alcuno se ne occupi per eliminarlo. Abbiamo milioni di metri cubi d’acqua a disposizione di un territorio di poco più di 4.438 chilometri quadrati, di cui il 70 per cento con caratteristiche montane. Le aree produttive irrigabili vanno ricercate  in quel trenta per cento che rimane. Abbiamo acqua più di quanto ce ne serve per l’agricoltura ed anche per la produzione di energia elettrica. Peccato che i dati relativi sia all’uso irriguo che a quello della produzione di elettricità non sono noti e nessuno ha interesse a conoscerli con certezza (si dice – sottovoce – che la faccenda è delicata e per questo va trattata con estrema cura: poco se ne parli e meglio è). Questa evidente distrazione è alimentata dal fatto che le dighe, le riserve d’acqua e la loro destinazione non sono mai state oggetto di interesse sociale ed economico (aggiungeremmo anche culturale, trattandosi, l’acqua, essere un bene universale), essendo state sempre viste come un arredo dell’ambiente, una integrazione paesaggistica, un elemento comunque estraneo al dibattito politico e amministrativo all’interno dei Comuni, delle Province e della Regione. Di tanto in tanto la stampa di occupa delle risorse idriche e della progressiva avanzata delle reti di distribuzione dell’acqua potabile verso la privatizzazione. Ma lo fa con molta timidezza e con scarsa incisività, tant’è che l’Egam, l’ente regionale che realizzerà la privatizzazione, sta procedendo a tappe forzate verso il traguardo. Volendo, si potrebbe aprire una enorme finestra su una realtà in cui, come abbiano accennato, sussistono invasi di grande dimensione, di grande impatto ambientale, di grandi potenzialità quali la diga di Liscione, la diga di Guardiaregia, la diga di Occhito e la diga di Chiauci. Acqua raccolta a milioni di metri cubi che in altre realtà amministrative e territoriali costituirebbe un patrimonio inestimabile, un volano eccezionale per l’economia, una ricchezza collettiva, una enorme possibilità di sviluppo del territorio. Nella nostra realtà sono ciò che sono: grandi contenitori idrici, grandi strutture idrauliche, grandi numeri statistici di cui in maggior parte se ne avvantaggiano, perché sono territori diversamente amministrati e valorizzati, le popolazioni dell’alta Puglia e del basso Abruzzo. Se non gliela regaliamo, l’acqua, non la facciamo pagare per quanto vale. La permanenza della stupidità politica e amministrativa nelle istituzioni regionali garantisce il mantenimento di uno stato di fatto irresponsabile e inconcepibile. Non solo l’acqua la regaliamo, quant’anche regaliamo parte sostanziosa dei finanziamenti europei per le opere strutturali incluse nel Fondo per lo sviluppo e la coesione del territorio. Ultime notizie dal fronte. Per la diga di Chiauci  (i cui lavori di completamento sono fermi da 40 anni), che condividiamo, in subordine agli interessi dell’Abruzzo,  sono stati disposti interventi per complessivi 29 milioni di euro, di cui 10 a carico delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 del Patto per lo viluppo della Regione Molise; 15 milioni a carico delle risorse del Fsc 2014-2020 del Patto per lo sviluppo della Regione Abruzzo e 4 milioni a carico delle risorse del Fsc 2014-2020 del Piano Operativo Infrastrutture. Per la parte che le compete, la giunta regionale del Molise, il 21 marzo ha deliberato di  attivare l’intervento denominato “Completamento diga Chiauci di valenza interregionale con Abruzzo” del valore di 10 milioni di euro previsto nell’ambito della Linea “Sistema Idrico Fognario” dell’Area tematica “Infrastrutture” del Patto per lo Sviluppo della Regione Molise, indicando quale soggetto attuatore il Consorzio di bonifica Sud-Vasto Bacino Moro, Sangro, Sinello, Trigno, già individuato dalla Regione Abruzzo con la deliberazione di quella  giunta regionale  402 del 25 giugno 2016. Soldi e acqua all’Abruzzo, avendo la diga di Chiauci prevalenti gli interessi di quella regione; avendo quella regione territori che producono ricchezza in stretta relazione con la disponibilità di risorse idriche adeguate, mentre il Molise non ha alcunché da tutelare e da valorizzare lungo la vallata del Trigno fino alla foce. Non bastasse, i 10 milioni di euro del Molise in aggiunta ai 15 dell’Abruzzo se li governa il Consorzio di bonifica Sud-Vasto Bacino Moro, Sangro, Sinello, Trigno, alla faccia dei Consorzi di bonifica molisani.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Sembra lo si faccia apposta ad avere l’anello al naso e la sveglia al collo.

  2. Quando le risorse economiche sovrabbondano si può essere anche generosi con i vicini ma con le risorse mancanti per affrontare con serenità le spese necessarie per il benessere – leggi salute – e il tema del lavoro e la limitazione dello spopolamento mi sembra che non ci si possa permettere un eccesso di generosità. Perciò chi vuole l’acqua ,paghi e paghi bene, regioni come Abruzzo ,Puglia e Campania hanno più risorse è ora che remunerino adeguatamente chi toglie loro la sete

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