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Il Molise lo salveranno le donne?

Il Molise lo salveranno le donne: l’assunto trova nelle analisi economiche e nelle statistiche la convalida. Una donna, Tecla Boccardo, guida magistralmente la Uil. Le donne, magari, anche protagoniste in politica: speranza da coltivare, da sostenere, da auspicare, per liberare il campo di vecchi e nuovi mestieranti, di vecchi e nuovi speculatori di consenso – “sibi et suis” -, di vecchi e nuovi illusionisti. La pragmaticità delle donne, il loro essere determinate nell’agire e libere nel pensare, per un Molise emendato dalle fumose strategie personalistiche e partitiche che lo hanno irretito nella stagnazione e nella rassegnazione. Dicevamo delle analisi e delle statistiche che pongono l’imprenditoria  femminile in forte sviluppo. Gli ultimi dati emessi dall’Ufficio studi e ricerche di Unioncamere Molise, di fonte Infocamere, danno che al 30 giugno 2016, nel Molise, il numero delle imprese femminili registrate è stato di 9.986 unità, di cui  9.165 dichiarate attive, in aumento di 108 unità rispetto al trimestre precedente e di 132 rispetto allo stesso periodo di un anno fa. I dati mostrano inequivocabili segni di vitalità: nel trimestre estivo sono nate 223 nuove iniziative a guida femminile che hanno  rappresentato circa il 32 per cento del totale delle iscrizioni. A conferma del trend positivo, nel secondo trimestre, l’imprenditoria femminile ha mostrato un passo di crescita ancora più marcato, con un tasso di sviluppo imprenditoriale pari all’1,12 per cento. Risultato oltremodo lusinghiero, se paragonato agli andamenti dell’imprenditoria rosa delle altre regioni:  in quella graduatoria, infatti,  il Molise è al terzo posto, dietro la Basilicata e la Puglia. Dal che si deduce che territorialmente è il Sud il terreno dove meglio si va manifestando l’intraprendenza delle donne nell’impiantare e nel guidare un’impresa. E in più la  felice sorpresa: Molise in testa, a dispetto di qualsiasi previsione negativa. Le donne del Sud e, nel Sud, del Molise, quindi a fare da guida verso la ripresa economica superando le titubanze, i bizantinismi, le complicazioni mentali degli uomini che, per destino, da decenni, sono responsabili della programmazione regionale. L’aspetto più vigoroso della presenza rosa nella realtà produttiva, è che l’imprenditoria femminile si sviluppa in un contesto politico e programmatico che ciancia, discute a vuoto, allestisce pletoriche cabine di regia, deliba decreti governativi, soffre il depotenziamento dei Centri per l’impiego, tollera l’assenza della direzione del Dipartimento delle Politiche di sviluppo e dei servizi alla persona, e conta inebetito, a migliaia, i lavoratori in mobilità, in Cassa integrazione e sul lastrico. Il Molise lo salveranno le donne che credono in se stesse e nel futuro, che investono, che rischiano, che sanno individuare acutamente i punti di forza del territorio e le sue migliori vocazioni, non certo quelle che usano le cariche politiche per celebrarsi sull’altare della inconcludenza.         Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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