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Noi molisani l’acqua non dovremmo pagarla. Invece…

di Giuseppe Saluppo

Noi molisani l’acqua non la dovremmo neppure pagare. Ne abbiamo a sufficienza per noi e la riusciamo anche a girarla alla Campania, alla Puglia e all’Abruzzo. L’acqua la diamo e non ce la facciamo nemmeno pagare, se non in piccola parte. E, domani mattina, con l’ingresso dei privati i soldi dell’acqua girata ad altre regioni in tasca a chi finiranno? Perchè, quelli, se la faranno pagare, e come se la faranno pagare. La Regione Molise ha studiato l’Egam, un altro carrozzone, al quale ente è consentita l’acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato. E noi molisani, saremo gravati del costo dell’acqua calcolato non già e non più come bene pubblico (peraltro inalienabile), ma sui presupposti e sui calcoli e i vantaggi economici dei gestori privati della distribuzione dell’acqua, così come sono previsti nella natura dell’Egam. Significa, per dirla alla spicciola, che ci verranno applicate bollette più salate. Ci sono già molti sindaci che hanno avuto la forza di ribellarsi e di schierarsi contro la legge della Regione Molise. Fino ad avere ragione al Tar. Non c’è stato nulla da fare. Il Consiglio regionale, a maggioranza, ha ritenuto di dovere partorire la legge sull’Egam in ossequio a volontà nazionali. Cosa significa? Che una famiglia monoreddito di 4 persone potrebbe pagare una bolletta più salata di un manager di Goldman Sachs! Scusate, però,  visto e considerato che non abbiamo strade, una ferrovia degna di questo nome, possibilità occupazionali, costretti a pagare le accise più alte per riscaldarci  e l’unica vera risorsa che abbiamo, l’acqua, ce la facciamo pure togliere dalle mani per svenderla ai privati, ai quali andremo a pagarla, poi, in più,  mi domando: cosa siamo? Evidentemente, dei Babbalei. Sciocchi.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Forse sarebbe il momento di alzare la voce e farvi pagare dalle regioni confinanti come si deve sarebbe una buona risorsa anche per le dissestate casse regionali oltre che pretendere che l’acqua rimanga assolutamente pubblica e con prezzi popolari

  2. Emanuela, ma li ha visti i nostri politici? Già quando gli prospetti il problema nella sua oggettiva gravità sembra che debbano concentrarsi per capire che si tratti effettivamente di un problema. Hanno una prosopopea ed un’aria di sufficienza che fa venire il prolasso. Qualcuno, mi si obietterà, li ha mandati sin lì, e allora non prendiamocela con la classe politica, bensì anche con noi stessi

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