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Mogavero, Pillarella e Di Domenico assi pigliatutto. A Iocca, De Lisio, Del Bianco e Pavone le briciole

Gira e rigira, i nomi ai vertici dei dipartimenti e delle maggiori strutture operative della Regione Molise sono sempre gli stessi. Alcuni provengono dall’esterno, figli della politica, pochi altri dalle carriere interne. Gli uni e gli altri comunque contrassegnati dal favore di chi ha governato (il centrosinistra guidato da Paolo di Laura Frattura) e di chi sta governando (lo pseudo centrodestra guidato da Donato Toma), in ciò delegato dal risultato elettorale del 22 aprile 2018, che li vorrebbe etichettati di centrodestra ma sostanzialmente sono un ibrido, un mix, un meticciato politico, essendo uomini di destra passati a sinistra e da sinistra passati a destra, e uomini emersi dalla Lega di Salvini, da Fratelli d’Italia e da Forza Italia. Convivono senza alcuna ideologia e idealità politica; sostanzialmente per condividere l’esercizio del potere e i vantaggi che ne possono trarre. Frattanto a carico degli uni e degli altri restano i dati statistici e le analisi socio/economiche a condannarli nelle retrovie delle Regioni italiani e i molisani (soprattutto i giovani) senza lavoro, senza futuro, senza progetti. La verità va detta tutta. Se la classe politica è quella che abbiamo, vuol dire che ce la siamo cercata oppure meritata. Diverso, invece, il discorso che riguarda le strutture operative della Regione, la scelta dei dirigenti apicali che sono quelli che ad una classe politica incerta e spesso impreparata e incompetente impongono il loro punto di vista e la loro personale interpretazione della gestione dei progetti e della programmazione regionali. A merito di costoro abbiamo che i fondi europei del settennio 2014/2020 sono sostanzialmente fermi, e si sta lavorando ancora alla rendicontazione dei fondi dei settennati precedenti, il che dimostra che il vizio dell’inattività è antico. In questa rappresentazione di conclamata inefficienza non a caso troviamo uomini politici e amministratori regionali che hanno condiviso colpe e responsabilità con Frattura e ora, disinvoltamente, le condividono con Toma e, soprattutto (e colpevolmente), gli stessi responsabili apicali. Vale a dire l’onnisciente Mariolga Mogavero; il nostrano “Pico della Mirandola” Massimo Pillarella; la felpata Marilina di Domenico, che costituiscono la pattuglia dirigenziale presa dall’esterno, scelta e assunta da Frattura e confermata da Toma, e gli interni (promossi da Frattura e confermati da Toma)  Claudio Iocca, Alberta De Lisio, Nicolina Del Bianco e Nicola Pavone. La differenza tra gli uni e gli altri sta nella diversa gradazione degli incarichi e delle responsabilità assegnategli. Gli esterni prevalgono nettamente sugli interni. A loro, infatti, la polpa tecnica e amministrativa dell’attività istituzionale della Regione, agli altri la scarnificazione degli ossi. Dal primo novembre 2018 e fino a quando la Regione non deciderà di attuare “una complessiva ricognizione e rivalutazione di tutti gli incarichi di funzione attualmente in essere, all’esito del perfezionamento del processo di riordino delle strutture dirigenziali attualmente in atto, cui farà seguito il conferimento di nuovi incarichi dirigenziali”, Mariolga Mogavero sarà la Responsabile dell’Asse VI – Governance e Azioni di Sistema del Programma attuativo regionale Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione (Par Fsc Molise 2007 – 2013); dell’Organismo di Programmazione Par Fsc  2007-13; l’Autorità di Audit del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo (Fesr e Fse 2007-13); l’Autorità di gestione del Patto per il Molise – Fsc 2014-20; l’Autorità di Gestione del Programma operativo regionale (Por Fesr e Fse 2014-2020); la Referente nazionale Aree interne – rappresentante della Regione nel Comitato di indirizzo e controllo per la gestione del Patto per lo sviluppo della Regione Molise firmato il 26 luglio 2016;  la Referente dell’Amministrazione regionale per la definizione, congiuntamente ai competenti uffici dell’Amministrazione regionale e del Ministero dello Sviluppo Economico, del progetto di rilancio dell’Area di crisi Campochiaro-Venafro e la Responsabile dell’Area di crisi – imprese e aiuti. Praticamente responsabile di tutto.

Massimo Pillarella sarà l’Autorità di Gestione del Por 2000-06; Responsabile finanziario delle Risorse liberate 2000-06; Responsabile della conclusione  dell’Assistenza Tecnica Fse 2007-13;  Autorità di Gestione del Programma di sviluppo rurale (Psr 2007-13); Autorità di Gestione del Psr 2014-20.

Marilina Di Domenico sarà l’Organismo di Certificazione delle Risorse Fsc 2007-2013 e 2014-2020; Autorità di Certificazione del Fesr e del Fse 2007-13; Autorità di Certificazione del Fesr e del Fse 2014- 2020.

Claudio Iocca sarà il Delegato all’attuazione del Piano di Attuazione Regionale del Programma “Garanzia Giovani”.

Alberta De Lisio sarà l’Autorità di Gestione del Por e del Fse 2007-13; Responsabile del Pra della Regione Molise.

Nicolina Del Bianco saràl’Autorità ambientale regionale.

Nicola Pavone sarà l’Autorità di Gestione del Por e del Fesr 2007-13.

Dardo

Di admin

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3 commenti

  1. Carissimi conoscete la mia attenzione alle distonie del sistema che ancora una volta ha dato vita a un abnorme creatura che tiene sotto le grinfie chi nel silenzio assoluto lavora senza strombazzamenti vari. A questo punto consentitemi di citare un proverbio locale. Chiu’ poc’ sem’ chiu’ bell’parem… a voi le considerazioni finali

  2. caro dardo,
    ormai non c’e’ piu’ l’illusione giovanile che mi portava a restare, c’e’ solo una distorsione sentimentale.
    a leggere le tue righe si impaglia una sedia con le solite festine di foglie di granturco che vale quel che vale, cioe’ nulla per uno sviluppo di questa regione.
    sono i soliti responsabili DELLA NOSTRA CANNE, BATTAGLIA PERDUTA.
    i giovani devono farsi valigia intellettuale e senza dare un aiuto perché sono estraniati da cariatidi afunzionali. Se non sbaglio di domenico non era responsabile della cittadella dell’economia? e gli altri?
    Ancora sto seguendo i lavori per la costruenda e quanto di piu’ inutile della metro leggera.E’ il caposaldo dello sperpero.26 milioni di euro -50 miliardi – potevano essere usati per altri scopi ben piu’ necessari. Non serve a nulla e fa solo sorridere….amaro…se questi fanno quello il futuro e’…..roseonero….Ciao AA

  3. Mi chiedo se sarebbe possibile un percorso rovesciato,cioè prima la programmazione per i ” nuovi” fondi europei per evitare la s cadenza dei bandi poi la rendicontazione e dare ai soggetti preposti un tempo limitato e preciso dato che da quanto emerge dall’articolo non hanno brillato per impegno nello svolgimento del compito loro assegnato. E personalmente,se possibile, tagliare abbondantemente sui benefit derivanti dal raggiungimento degli obiettivi,perché stando così le cose, gli obiettivi invece che raggiunti mi sembrano ignorati.

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