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Mobilità in deroga, ora tocca alla Regione

Chi la dura la vince. Potrebbe valere per i 1744 lavoratori molisani che lottano per vedersi liquidare le 13 mensilità di mobilità in deroga riferite al 2015 e 2016. La delegazione che s’è portata a Roma al ministero del Lavoro dove è stata ricevuta dal direttore generale per gli Ammortizzatori sociali,  Ugo Menziani, e dal capo della segreteria politica del ministro del Lavoro, Bruno Busacca, s’è detta soddisfatta delle assicurazioni ricevute sempre che la Regione Molise si decida a fare la sua parte, perché quella che ha fatto finora è un infingimento.  Le basta assicurare ciò che ha deciso il consiglio regionale all’unanimità nella seduta di fine anno 2107. Le basta cioè assumere gli atti che sono dovuti, correggendo le decisioni e le valutazioni precedenti che hanno generato confusione e di fatto hanno determinato il blocco della mobilità in deroga. “Chi la dura la vince” e, abbiamo aggiunto, “potrebbe valere per i 1744 lavoratori molisani che lottano per un diritto che gli viene negato”. Abbiamo usato il condizionale: “potrebbe valere” e non l’indicativo presente “vale”. La differenza è sostanziale. Con chiunque altro soggetto istituzionale probabilmente il condizionale non sarebbe giustificato, ma con gli amministratori regionali è un obbligo, tanto e così scopertamente sono inaffidabili, in coerenti, contraddittori. Ma questa volta la misura è colma. Da Roma i lavoratori in mobilità hanno avuto assicurazioni tranquillizzanti, per la parte che compete al ministero e all’Inps nazionale. Per la parte che compete alla Regione hanno detto di restare in attesa.  E la Regione Molise, lo voglia o meno, è stata messa con  le spalle al muro. Bisogna che vi rimanga, fintanto non decide di decidere sulla mobilità in deroga in maniera chiara, assumendosi le proprie responsabilità. A Roma la delegazione  molisana dei lavoratori è stata efficace, persistente e concludente. Vediamo se sarà capace di replicarsi a Campobasso, al consiglio regionale e alla sede della giunta. Dove è consigliabile si rechi da sola, ma in massa.

Dardo

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