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Mobilità in deroga, il caso si sposta sullo scenario nazionale

Prima di scadere nel patetico, il Comitato dei lavoratori in mobilità in deroga (una platea di 1744 soggetti senza più reddito e lavoro) ha tentato l’ultima carta: un appello al ministro Poletti per vedere rispettato il loro diritto di cittadini con l’attuazione delle leggi dello Stato italiano. Nel loro caso il diritto di vedersi pagate le rate della mobilità e di ricevere adeguata assistenza alla ricerca di un nuovo lavoro attraverso le politiche attive di stretta competenza della Regione Molise. Che, ormai è storia fritta e rifritta, di questa faccenda ha dimostrato  di fregarsene e, senza alcuno scrupolo, ha lasciato che si consumasse in tutta la sua drammaticità  qual è il vivere senza alcun reddito e senza alcun spiraglio per il futuro. Messa alle strette dalla protesta dei lavoratori e dal voto unanime del consiglio regionale, la giunta di Palazzo Vitale  ha dato all’assessore al Lavoro la responsabilità di redigere  una lettera all’Inps nazionale per avere imbeccate, suggerimenti, illuminazioni sulla ventuale possibilità di trovare una formula amministrativa e protocollare che consenta quantomeno di saldare le rate della mobilità in deroga sospese a metà del 2015. Una lettera che il Comitato dei lavoratori ha ferocemente bollata per “brutta, ingiusta, sbagliata e lesiva”, informando il ministro delle grossolane inesattezze contenute, quale quella secondo cui i lavoratori non avrebbero fatto domanda di ricevere la mobilità, motivo – per l’assessore Veneziale – di impedimento a considerare possibile il pagamento della mobilità stessa. Prima di scadere nel patetico, pur mantenendo l’atteggiamento reclamatorio in termini di estrema correttezza, quelli del Comitato si sono finalmente decisi ad assumere iniziative più dirette e incisive: “Verremo a Roma sotto il ministero con tutti i documenti, i ricorsi, le delibere, le circolari e le determine in cui possiamo smontare la lettera dell’assessore in contrasto ed in opposizione al voto unanime del Consiglio Regionale del Molise del 29 dicembre 2017. E resteremo sotto il Ministero fino a quando non avremo ottenuto giustizia!”. Termine (giustizia) che ha senso e contenuto solo se posto e richiesto alla magistratura. Ma finora l’idea di denunciare eventuali reati quali l’omissione di atti d’ufficio e false affermazioni ancora non trova cittadinanza nel Comitato e tra il 1744 ex lavoratori del Molise.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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