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Mobilità attiva in Molise grazie alle strutture sanitarie private

“Unica eccezione nella parte alta della classifica è il Molise che chiude il bilancio in positivo: +25,25 milioni. Tuttavia è ormai noto che il saldo in nero è legato all’Irccs Istituto neurologico mediterraneo di Isernia (Neuromed) a cui affluiscono pazienti da tutta Italia, creando un dato più che positivo di mobilità”. Lo scrive il Quotidiano sanità parlando delle regioni e degli indici della mobilità attiva e passiva. Allora, al di là delle polemiche e di una inutile diatriba sanità pubblica sanità privata, al cittadino molisano interessa la qualità delle prestazioni e, soprattutto, l’evidenza clinica delle stesse. Mentre, però, sono sempre di più i pazienti molisani che si portano in altre regioni per curarsi, operarsi o farsi un accertamento, basta leggere la tabella in basso relativa ai debiti, alle strutture private di eccellenza molisane vengono tagliati i budget. Un assurdo. Con la conseguenza che il cittadino molisano è costretto a portarsi fuori regione gravando pesantemente sul bilancio sanitario regionale. Possibile, poi, che tutto questo nasca dai tagli a Cattolica, Neuromed, centri oculistici e diagnostici? Che in queste strutture possono accedere cittadini di fuori regione ma non i molisani? E in nome di quale programmazione? Perchè una struttura fa riferimento alla Chiesa, un’altra alla famiglia Patriciello per non dire, ancora, a centri come Laurelli, Potito e altri? Perchè condannare ai viaggi della speranza tanti nostri corregionali in nome di ritorsioni, rancori e invidie verso i cosiddetti privati? Senza trascurare, poi, quei sanitari che chiedono i ricoveri per i molisani fuori dal territorio regionale pure in presenza, oggi, di strutture qualitativamente eccelse. Si liberino, allora,  i budget e si offra ai molisani la possibilità di curarsi nei nostri centri specializzati. Ne guadagnerà la salute della nostra gente e, anche, le casse della disastrata sanità regionale.

REGIONI CREDITI 2015 DEBITI  2015 SALDI 2015
LOMBARDIA 937.805.981 340.175.118 597.630.864
E ROMAGNA 590.559.899 244.732.523 345.827.376
TOSCANA 330.197.342 183.813.640 146.383.702
VENETO 345.071.993 232.437.569 112.634.424
MOLISE 91.646.419 66.396.099 25.250.320
UMBRIA 107.875.808 90.133.976 17.741.832
FRIULI 90.389.727 77.350.887 13.038.840
BOLZANO 28.452.790 23.126.125 5.326.665
V D’AOSTA 11.890.779 20.254.644 -8.363.866
TRENTO 50.143.257 63.028.768 -12.885.510
BASILICATA 80.554.728 105.061.915 -24.507.187
LIGURIA 150.694.157 187.505.673 -36.811.517
PIEMONTE 212.610.819 259.944.227 -47.333.408
MARCHE 105.677.930 154.591.321 -48.913.391
SARDEGNA 17.085.723 87.614.317 -70.528.594
ABRUZZO 102.566.673 175.596.038 -73.029.365
PUGLIA 129.611.945 315.818.280 -186.206.336
SICILIA 69.207.009 260.354.011 -191.147.002
LAZIO 302.022.584 542.193.917 -240.171.333
CALABRIA 27.491.781 303.894.164 -276.402.384
CAMPANIA 137.768.550 420.235.487 -282.466.937
B GESU’ 192.193.736 108.203 192.085.533
ACISMOM 42.847.272 0 42.847.272
TOTALE 4.154.366.903 4.154.366.903 0

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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