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I Misteri persi e la città perduta

di Giuseppe Saluppo

 

Campobasso, un tempo. Campobasso, i Misteri. Tantissima la gente accorsa al Museo dei Misteri per vedere raccolti, nelle miniature, i sei Misteri andati perduti dopo il terremoto del 26 luglio del 1805. Sono: Santissima Trinità, Corpo di Cristo, Rosario, Santo Stefano, San Lorenzo e Santa Maria della Croce. Li ha realizzati in terracotta l’artista campobassano, Franco Baranello. Saranno esposte nelle teche a completamento di quel Museo, tanto bistrattato, e che viene tenuto in vita e in forza dalla famiglia Teberino. Tantissima gente. Peccato, mancasse l’assessore con delega ai Misteri. Non fa nulla. Evidentemente altri impegni l’hanno trattenuta dall’esserci. Quella Campobasso dei Misteri è un’altra città. Ha una sua anima, una voglia di essere, una forza che viene dalla storia. I sei Misteri sono, oggi, di terracotta. Ma non è difficile vederli incolonnati con quelli viventi. Terracotta che si affianca al ferro plastico. Hanno un altro respiro, riescono a dare un sussulto, squarciano il grigiore dell’oggi. Una Campobasso che forgiava, che aveva voglia di guardare al domani, di volare con la sua rappresentazione portata a spalla dagli uomini. Grazie, per questo momento a Franco Baranello e alla famiglia Teberino. Segno che le radici profonde non gelano anche se, spesso, si cerca di coprire con terriccio scadente.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Giustissime osservazioni. Bisogna riscoprire QUELLA Campobasso, riappropriarsene, riportarla in vita con sapienti forgiature e da lì ripartire per una nuova, più dignitosa dimensione per questa città.

  2. Magdalena Palladino

    E’ una città troppo inviluppata in se stessa, troppo poco solidale, troppo poco innamorata di se stessa per poter fare quello scatto in avanti che le consenta di riappropriarsi della sua bellissima storia, e quindi di far tornare alla luce oggetti e tradizioni che le appartengono. Non c’è altra prospettiva da cui osservare questo lento, ma progressivo decadimento.

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