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Michele Durante, excusatio non petita, accusatio manifesta

 

“Mi rivolgo direttamente ai cittadini campobassani e agli abitanti della zona di via Kennedy, con i quali ho portato avanti negli scorsi anni una battaglia in difesa della scuola S. D’Acquisto e dell’edificio di proprietà comunale che la ospitava, perché ci sia chiarezza, e non ‘caciara’, sugli eventi che hanno portato l’amministrazione comunale a inserire l’edifico e l’area di pertinenza nel piano delle future alienazioni”. Con queste parole Michele Durante, attuale presidente del Consiglio comunale di Campobasso, interviene sulla vicenda, nota ai cittadini campobassani, con l’evidente intenzione di smorzare polemiche e strumentalizzazioni che già sono nell’aria.“Ho fatto tutto quello che un amministratore pubblico deve fare: ho difeso la scuola e l’uso pubblico dell’edificio, chiuso con un’ordinanza per motivi di sicurezza; a quel tempo, eravamo nel 2010, temevo che quel tipo di chiusura, di fatto, depauperasse il valore della struttura e della stessa area; ho evitato, anche con la raccolta firme dei cittadini di Campobasso, che area ed edificio fossero messi in vendita, all’epoca con criteri di emergenza, al fine di evitare le possibili speculazioni di cui oggi si ha timore; ho continuato ad insistere, anche con il sindaco Battista, affinché si potesse recuperare quell’edificio così importante per un uso pubblico e possibilmente scolastico, tanto è vero – continua Durante – che ancora nel 2016 lo stesso vedeva un’ipotesi di finanziamento per il recupero nei piani dell’amministrazione comunale, ma poi è successo quello che è sotto gli occhi di tutti: l’amministrazione comunale ha dovuto chiudere, nel corso dell’anno 2016, ben quindici scuole! Quindici plessi scolastici sono stati inibiti all’attività scolastica per motivi di vulnerabilità sismica che ci hanno obbligato a ripensare alcuni interventi; su alcuni di questi edifici, tra l’altro, erano stati eseguiti lavori di miglioramento sismico per diversi milioni di euro, dal 2012 in poi”. Oggi “l’amministrazione comunale – ha sottolineato Durante – ha finalmente realizzato una programmazione generale sulle infrastrutture, per creare a Campobasso quattro aree scolastiche, che copriranno il territorio e serviranno la popolazione in maniera diffusa e corretta; questa programmazione comprende la territorialità, nel quartiere di Vazzieri, dell’Istituto Petrone con scuola dell’Infanzia, Primaria e scuola Media. In questo nuovo e complesso contesto, un investimento per l’abbattimento e la ricostruzione dell’edificio di via Kennedy risulterebbe antieconomico e sono convinto che la strada intrapresa è quella giusta”. A questo punto, “mi chiedo: di fronte a questi nuovi indirizzi dell’amministrazione, i cittadini residenti della zona cosa preferiscono? Avere per trent’anni dentro casa un edificio degradato stile ex Roxy, con tutti i problemi connessi, o vedere una riqualificazione dell’area, seppure di iniziativa privata, dalla quale sicuramente si trarranno vantaggi di carattere generale?”. Infine, “c’è un altro aspetto della vicenda che è meglio chiarire in via definitiva: l’area di via Kennedy, quando sarà venduta, lo sarà ai prezzi di mercato considerati i benefici di legge per l’aumento delle edificazioni, e su questo non c’è alcun dubbio; tra l’altro spetterà alle strutture comunali, verso le quali nutro una fiducia incondizionata, elaborare la stima di valorizzazione; già hanno fatto un ottimo lavoro per l’area di via D’Amato, basta andare a vedere la stima finale. E comunque – ha concluso il presidente Durante – il procedimento avrà ancora l’attenzione del Consiglio comunale, ad ulteriore garanzia e pubblicità degli atti”.

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(Ndr) – Non avevamo dubbi che  il consigliere Michele Durante, nonché presidente del consiglio comunale, aggiungesse una sua valutazione alle critiche che lo hanno investito nel momento in cui, votando a favore della messa in vendita della struttura scolastica di Via Kennedy, ha di fatto azzerato le motivazioni e lo spirito che lo hanno animato per anni in difesa di quella scuola in quel luogo. Una difesa ad oltranza anche di fronte alle ragioni (molto speciose) che hanno portato alla chiusura di quello stabile,  lasciato inutilizzato perché degradasse  e si prestasse a tutte le possibili forme di speculazione. Un viatico fin troppo evidente perché potesse sfuggire al consigliere/presidente che però, nella ricostruzione delle vicende che lo hanno assimilato a coloro che hanno ritenuto, senza avvertire il peso della loro inettitudine amministrativa, prima chiudere e quindi vendere quel bene pubblico in favore della speculazione edilizia, ha accuratamente evitato. Giungendo ad affermare  che dalla riqualificazione dell’area dove sorge il plesso scolastico, “seppure di iniziativa privata”, i cittadini trarranno vantaggi di carattere generale. Sì, certo: un maggior carico demografico, un appesantimento dei servizi pubblici, un aggravamento del traffico e della sosta. Se le ragioni per cui s’è battuto in favore della Kennedy erano sentite e profonde, cosa che ci sentiamo di accreditare, non possono, soprattutto a posteriore, combaciare col voto positivo alla vendita e alle sue motivazioni. Un’orgogliosa astensione lo avrebbe meglio e certamente gratificato agli occhi di quanti, votandolo, hanno condiviso il senso e il merito di quella campagna elettorale al grido di “Giù le mani dalla scuola di Via Kennedy”. Una cosa rinfranca il cronista e, vogliamo credere, il popolo campobassano una volta raggiunta l’intesa tra la Regione Molise e il Comune capoluogo sulla riprogrammazione dell’accordo di programma sottoscritto da Michele Iorio e da Peppe Di Fabio: la fine delle polemiche  e delle strumentalizzazioni intorno alla sicurezza sismica delle scuole, e il recupero di 11 milioni di euro da destinare all’edilizia scolastica.

Dardo

 

 

Di Dardo

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Un Commento

  1. Achille Ziccardi

    Come dicevano I latini, e come recita il titolo dell’articolo, excusatio non petita, accusatio manifesta: chi si scusa, si accusa, per dirla terra terra. Parlare di vergogna significa usare un placido eufemismo. Avrei voluto vedere se il consigliere Durante fosse vissuto nel quartiere della scuola ed avesse avuto un figlio in eta’ scolare: per puro opportunismo, avrebbe battuto ferro e fuoco per far riaprire la struttura!

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