Home / Politica / Michele Durante: dalla mitica “Giù le mani dalla scuola di Via Kennedy” al voto favorevole della messa vendita

Michele Durante: dalla mitica “Giù le mani dalla scuola di Via Kennedy” al voto favorevole della messa vendita

Cambiare parere e punto di vista, non è reato. E’ solo mancanza di coerenza, che in politica bisogna cercarla col lanternino di Diogene. La scuola elementare di Via Kennedy in materia di coerenza è un elemento discriminante per l’amministrazione comunale  e per gli amministratori. L’immobile non è peggiore (staticamente) degli altri che formano la dotazione scolastica della città. Ma caso a ha volto che un sindacalista romano sbarcato a Campobasso, preoccupato della presenza del proprio figlio in quel plesso scolastico ne abbia fatto un caso, costringendo, dopo un’estenuante tiramolla, il sindaco del tempo (Gino Di Bartolomeo) a chiuderlo. Né la direttrice scolastica del tempo, ancorché consigliera comunale, Clotilde Perrella, ha potuto frenare l’impeto del sindacalista e la remissività dell’amministrazione comunale. Quel plesso scolastico per anni è stato lasciato all’insulto del tempo e dei soliti vandali notturni che si dilettano a sfregiare il bene pubblico senza mai essere presi sul fatto: mistero. Quel plesso scolastico e il modo con cui è stato al centro dell’interesse generale, hanno costituito anche un forte argomento politico ed elettorale, fatto proprio e sviluppato con particolare incisività in campagna elettorale soprattutto dall’attuale presidente del consiglio comunale, Michele Durante. La sua immagine sullo sfondo della scuola e la scritta “giù le mani ….” , sono state un simbolo icastico di determinazione, peraltro premiato dal voto popolare. Una volta in consiglio comunale, con i colleghi di Costruire Democrazia, Michele Coralbo e Massimo Romano, ha continuato la battaglia. Quel gruppo, infatti, è riuscito a raccogliere 591 firme in calce alla petizione che scongiurava la chiusura definitiva dell’edificio, sostenendo il diritto/dovere dell’amministrazione di garantire l’esistenza e la validità delle scuole di quartiere. E quella di Via Kenndy lo era.  “A ciascun quartiere la sua scuola”  venne detto, strappando al sindaco la promessa che avrebbe fatto il possibile per non eliminare le scuole dai quartieri. La scuola di Via Kennedy non è stata mai più riaperta e nel Bilancio 2017 ha trovato la sua definitiva destinazione sul mercato edilizio cittadino, con ottime prospettive di ingolosire la speculazione edilizia trattandosi di una struttura che con i benefici costruttivi del Piano Casa può aumentare enormemente di volume, in una zona centrale del capoluogo. Dal consigliere/presidente del consiglio comunale Michele Durante che ha svolto una lunga azione amministrativa e politica in difesa delle scuole di quartiere e, in particolare, della scuola di Via Kenneddy, di fronte al capovolgimento del suo pensiero e della sua azione, tutto era lecito aspettarsi, tranne che ne sposasse il trasferimento sul mercato edilizio e della speculazione, e lo approvasse.   Cambiare parere e punto di vista, non è reato. E’ solo mancanza di coerenza. E di credibilità. Non sarà più una scuola, ma certamente uno dei cespiti più cospicui in entrata.

 

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

I Cinque stelle presentano la mozione di sfiducia a Frattura

I consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, in merito alla …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*