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Meno posti letto, più barelle e viaggi

di Giuseppe Saluppo

Viviamo mediamente di più ma l’8% di noi rinuncia alle cure perché costano troppo. Spendiamo di tasca nostra per la salute,  dalla riabilitazione alle visite, agli accertamenti specialistici. La sanità molisana arranca e i suoi pazienti pagano un doppio svantaggio di cure che mancano e di costi in più grazie alle super addizionali e ai ticket.  I tagli a colpi d’accetta continuano a lasciarci un sistema che è una grande incompiuta. L’unico effetto reale del taglio dei posti letto sarà che d’ora in poi avremo meno letti e più barelle e che dovremo attendere mesi per essere curati.  Oggi, dopo i tagli agli ospedali pubblici, si colpiscono i privati e intanto si abbassa l’asticella delle prestazioni. Tagli alla sanità accreditata che interviene sulle specialità in cui maggiori sono le liste d’attesa. Passaggio che non farà che peggiorare ulteriormente una situazione in molti casi già estremamente critica. Col risultato, però, che tra un colpo d’accetta e l’altro di margini per altri interventi per risparmiare non ce ne sono più così tanti. Aumenteranno le liste d’attesa e con i molisani  che andranno, conseguentemente, a curarsi fuori dalla nostra regione con un aumento consistente della spesa. Domanda: i soldi tagliati ai privati non è meglio lasciarli in Molise? Mentre i segnali di riduzione dei servizi e delle prestazioni sono appunto forti e pesanti. Ed è inutile girarci intorno perché i tagli non sono soltanto una questione di bilancio: sono in parte responsabili dei decessi anzitempo. I tagli feriscono indirettamente la dignità dei malati, ma uccidono direttamente le persone che non hanno i mezzi per curarsi, che aspettano in lunghe liste di attesa, e quando arriva il momento della diagnosi per loro è ormai troppo tardi. A dispetto dei trend di salute, di aspettativa di vita, di crescita del sistema. Un ginepraio.

Di Giuseppe Saluppo

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