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L’università, il progetto di crescita, e la radicalizzazione sul territorio

 

Cosa ha fatto e cosa farà l’università del Molise per il futuro. Lo si saprà venerdì 13 gennaio (ore 10,30) per bocca del rettore Palmieri nel corso della conferenza stampa indetta presso la Sala del Consiglio del Rettorato, al II Edificio Polifunzionale di Via De Sanctis. Le anticipazioni annunciano argomenti di rilievo, quindi una conferenza /relazione sulle attività accademiche  (realizzate e da realizzare). Lo stato d’animo del rettore supponiamo sia dei migliori potendo poggiare sulla notizia che ha visto l’Ateneo di Campobasso crescere nella considerazione tra gli Atenei italiani, è ciò,  di per sé, è un dato significativo dei meriti che il rettorato e l’intera organizzazione accademica e amministrativa  sono stati in grado di allestire. Questo è ciò ch’è lecito interpretare sul piano oggettivo, leggendo a ritroso la vita universitaria. Poi magari ci saranno anche aspetti non proprio fluidi da mettere in conto (il diritto alla studio, ad esempio), o altri inghippi che possono condizionare la professione di ottimismo “urbi et orbi”. Ma è del tutto prevedibile (e lecito) che il rettore si lasci andare ad un racconto ricco e articolato soprattutto su quanto è nelle previsioni per fare dell’università molisana una realtà costantemente in ascesa. L’esplicazione della programmazione sarà il primo punto di riferimento,  soprattutto nella parte in cui si potrà capire il livello di partecipazione della Regione nell’assecondare il percorso di crescita dell’Ateneo. L’adesione della giunta regionale espressa alla nascente Fondazione dell’università, benché affidata alla FinMolise, è un segnale di buona predisposizione, al pari della partecipazione finanziaria al progetto universitario diretto a favorire l’integrazione degli studenti musulmani. Certo, non è facilmente assorbibile l’idea di affidare ad una Finanziaria il compito e il ruolo di rappresentare la Regione in un contesto prevalentemente culturale e scientifico.  La giunta, su relazione del presidente Frattura, ha ritenuto invece la scelta confacente allo scopo. E se lo dicono Frattura e gli assessori Nagni, Facciolla e Veneziale, chi può mai contraddirli! Tornando alla conferenza/relazione del rettore Palmieri e ai suoi contenuti, sarà ancora una volta l’occasione per verificare in presa diretta la determinazione dell’amministrazione universitaria di rendersi ponte con le realtà amministrative territoriali: il front office installato ad Agnone lo farebbe supporre. Ma su questo fronte sono tante le possibilità per tessere un rapporto sistematico che porti l’università ad essere il referente cardine per un’assistenza scientifica e culturale delle realtà locali. Attesa, dunque, per le novità dell’offerta didattica di quest’anno; per la lettura dei dati delle immatricolazioni; per le iniziative di sostegno e le politiche di supporto per favorire un’ampia gamma di servizi agli studenti; per le anticipazioni sul programma e sulla data della prossima cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico; per le attività di orientamento nell’arco del lavoro e dell’occupazione. Un misto, ripetiamo, di cose realizzate e cose da realizzare.

 

Dardo

 

 

 

 

 

Di Dardo

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