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L’università cerca di creare un modello turistico sostenibile in un territorio in cui la Regione fa di tutto per distruggerlo

 

Di “Anni internazionali” che celebrano eventi o propongono comportamenti virtuosi su specifiche tematiche, il calendario certamente non difetta. Così la cronaca. Costantemente su livelli accademici significativi e coinvolgenti. L’università del Molise è presente nel dibattito. Il suo contributo riflette la validità scientifica degli apparati e però, spesso, rivela il vuoto che la circonda e l’assenza di una qualsivoglia possibilità di calare nella realtà molisana, soprattutto quella politica e territoriale, i contenuti e gli approfondimenti degli eventi che celebra.  Il 9 febbraio cade l’anno internazionale dell’Onu  dedicato al “Turismo sostenibile per lo sviluppo”, e l’Ateneo retto da Gianmaria Palmieri per quel giorno ha previsto e organizzato un workshop sullo “Scambio di conoscenze e buone pratiche per un turismo sostenibile”. In una regione a forte vocazione turistica, definita “Scrigno di bellezze inedite”dallo scrittore e novelliere Franco Ciampitti, primo presidente dell’Ept del Molise, e con questo icastico slogan fatta conoscere  al mondo,  le tematiche del  workshop dovrebbero calzare a pennello, essere un rafforzamento scientifico di progetti, interventi e azioni promozionali e realizzazioni di particolare qualità, in cui le conoscenze e le buone pratiche per un turismo sostenibile sarebbero certamente il comune denominatore. A distanza di decenni nel corso dei quali nel Molise il turismo ha farcito bocche, le più disparate e disarticolare, improprie e improbabili, sino ad essere ridotto alla considerazione politica e amministrativa di un semplice consigliere regionale (delegato), escluso pertanto dalle materie assessorili; a distanza di decenni dalla esaltazione “ciampittiana”, rimangono le ceneri degli Enti provinciali del turismo a chiudere il cerchio della demagogia di una classe politica ciarliera e ciarlatana. In un Molise di questa fatta, di questa qualità politica e amministrativa, di questa povertà organizzativa, la celebrazione dell’Anno internazionale dedicato al “Turismo sostenibile per lo sviluppo” e un workshop sullo scambio di conoscenze e buone pratiche, non riusciamo a immaginare quale risonanza possano avere e, soprattutto, quale ricaduta. Il territorio è spoglio di uomini che sappiano di turismo e  che sappiano sostenerlo oltre le piccole contingenti convenienze; è spoglio di un’organizzazione turistica che possa definirsi tale; è spoglio delle istituzioni pubbliche che interpretino il turismo vettore dello sviluppo. Praticamente un deserto.  Ed è in questo deserto che il 9 febbraio alla  Sala “Enrico Fermi”  della Biblioteca di Ateneo, in viale Manzoni a  Campobasso, l’università celebrerà la giornata  del “Turismo sostenibile per lo sviluppo” e il work shop sullo scambio di conoscenze e buone pratiche per realizzarlo. La giornata di studio e di approfondimento è particolarmente nutrita di argomenti e di protagonisti. Il professore Leonardo Pastorino dell’università argentina de La Plata sarà l’autore della relazione d’introduzione trattando di turismo, ecologia e agricoltura e dei riflessi e dei contributi giuridici di un sinergismo per lo sviluppo rurale sostenibile; quindi Rossano Pazzagli relazionerà su: Ricerca e didattica per un turismo sostenibile: le attività del Centro Studi sul Turismo e dei Corsi di Laurea sul turismo”; Monica Meini su: “Dalla conoscenza del territorio al turismo sostenibile: percorsi di ricerca tra Molise e America latina”; Luciano de BOnis su:“Pianificazione paesaggistico-territoriale integrata dello sviluppo turistico sostenibile”; Davide Marino su: “I servizi ecosistemici turistico ricreativi delle aree protette nella aree protette italiane ed europee”; Mario Marchetti e Lorenzo Sallustio su:  “Area pilota del Matese. Una strategia per il turismo sostenibile nelle aree interne del Molise”; Letizia Bindi su: “Camminare il tratturo. Turismo sostenibile, tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici” e Angelo Belliggiano su: “Diversificazione dell’agricoltura e sostenibilità del farm tourism nei processi di sviluppo rurale”. Interveranno Serena Di Nucci, presidente del Gal Alto Molise, e il sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile, protagonisti di iniziative turistiche di particolare significato e rilievo territoriale. L’estraneità della classe politica regionale è il segno tangibile del distacco tra l’opera accademica di ricerca e di studio dell’università sul turismo, a fronte del nullismo programmatico della Regione Molise.

Dardo

 

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Un Commento

  1. Preciso che non sono uno specialista del tema, sono una turista. Prima, però d’ogni altra cosa quello che ci vorrebbe sono ottime strade e un servizio ferroviario efficiente per poter attrarre persone da ogni dove. Conosco le bellezze naturali e le vestigia del passato concretizzare nei monumenti del Molise che ho scoperto già da molti anni ma purtroppo ora prima di partire per venire da voi mi angoscia il viaggio specie la tratta ferroviaria Roma Campobasso di cui più volte ho conosciuto i disagi. Peccato maltrattare la vostra terra così ! Se tutto fosse più agevole il turismo sostenibile, quello slow, intendo potrebbe fare la differenza infatti l’accoglienza è buona il carattere dei molisani piacevole e tutto potrebbe “congiurare” a vostro favore.

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