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Tra luci e ombre l’assistenza domiciliare integrata in Molise

Presentato il Rapporto di Cittadinanzattiva ONLUS sul monitoraggio del servizio di assistenza domiciliare integrata, effettuato in Molise, nell’ambito del progetto nazionale di “Monitoraggio dei Servizi erogati ai cittadini sul territorio – Fuori dall’Ospedale e dentro le Mura Domestiche”.

La rilevazione dei servizi sul territorio è stata condotta tramite questionari rivolti agli assessorati regionali (14 Regioni), Direzioni di aziende sanitarie (36 ASL), responsabili di distretto (82 Distretti), Responsabili di Unità complesse di cure primarie (14), circa 1800 pazienti tra quelli in cure domiciliari e pazienti cronici che non necessitano di assistenza domiciliare ed è stata realizzata grazie a oltre 100 attivisti volontari del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.  La Regione Molise, a livello nazionale risulta aver attivato il maggior numero di PDTA ma nello stesso tempo non presenta ancora un sistema informatizzato e di digitalizzazione integrato con il sociale e fruibile  dai pazienti, che invece rappresenta il fattore abilitante per la migliore presa in carico della cronicità e per la migliore attuazione degli stessi PDTA.  Tra le strutture intermedie e di continuità sono presenti 2 Ospedali di Comunità (totale di 40 p.l.), 5 Unità Riabilitative Territoriali (URT) con numero di posti letto non pervenuto, 2 RSA (totale 60 p.l.). Peggiora la situazione per quanto riguarda gli hospice con una sola struttura con 16 posti letto, e ancora soli 3 Centri diurni di Salute Mentale e 1 Centro diurno per pazienti con Alzheimer.  I dati della rilevazione effettuata in regione mostrano come il 65% dei cittadini si ritenga mediamente soddisfatti del servizio di assistenza domiciliare ricevuta e il 24% molto soddisfatto.   I cittadini apprezzano la disponibilità e professionalità degli operatori delle cure domiciliari, soprattutto infermieri e medici di famiglia, ma segnalano problemi di coinvolgimento nell’elaborazione dei Piani di Assistenza Individuale e di comunicazione e condivisione dei risultati.

Tra le figure sulle quali i cittadini molisani vorrebbero poter contare di più rispetto ad ora, ma che non sono presenti nelle cure domiciliari ricevute, vi è l’Operatore Socio Sanitario con il 49%, seguito dal medico specialista con il 64% e il 79% riterrebbe utile un servizio di supporto psicologico.  Un punto cruciale è la gestione del dolore, infatti il 94% dei pazienti/familiari non è stato formato a gestire il dolore e il 96% degli intervistati ha dichiarato che nell’assistenza non è prevista la misurazione.  Anche i cittadini molisani hanno bisogno di integrare le spese per l’assistenza a domicilio, infatti solo il 27% ha dichiarato di spendere meno di 100 euro mensili, mentre oltre il 35% percento degli intervistati ha dichiarato di spendere anche 200 euro al mese, il 16% fino a 400 euro mensili e il 4% oltre mille euro.  Priorità per i cittadini è un maggior controllo sul livello di qualità del servizio offerto di assistenza domiciliare. Infatti nella scelta su cosa migliorare delle cure domiciliari il 79% dei paziente ritiene importante una verifica/controllo sul servizio da parte dell’Azienda sanitaria, il 41% il coinvolgimento nella definizione del Piano di Assistenza, il 29% migliorerebbe la facilità di accesso al servizio e il 24% la rapidità nell’avvio.   “Pur apprezzando la volontà del Servizio Sanitario Regionale di mettersi in gioco e l’incremento negli anni della percentuale di anziani trattati in ADI, ciò sul quale è necessario oggi porre l’attenzione è la verifica della qualità di questo servizio e i cittadini lo dicono chiaramente. Il processo di miglioramento deve essere continuo anche sugli altri servizi sanitari territoriali, rispetto ai quali anche il Ministero della Salute riscontra più di qualche criticità in Molise. Infatti, secondo l’ultimo Rapporto Lea pubblicato nel mese di luglio 2017 dal Ministero, è proprio la partita dell’assistenza sanitaria territoriale, insieme alla prevenzione/vaccinazioni gli elementi critici che non hanno permesso alla Regione Molise di raggiungere la sufficienza nella capacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Il miglioramento delle performance siamo convinti sia possibile attraverso un gioco di squadra di tutti gli attori interessati, cittadini e professionisti sanitari in primis. Su questo si può e si deve fare di più a partire dal “Tavolo regionale per la ricerca e lo sviluppo: Innoveremo salute”, dove ad oggi ancora non sono presenti le associazioni di cittadini. La vera innovazione per il Molise sarebbe ascoltare e coinvolgere di più tutti, a partire dalle Organizzazioni di cittadini e pazienti”, queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva.

Di Giuseppe Saluppo

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