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Lotta dura ai voucher, ma cose ne pensano i produttori agricoli del basso Molise e gli operatori turistici?

La Cgil Molise, sindacato che più degli altri conosce la dimensione della precarietà nel Molise e del lavoro che latita è costretto a seguire  i tormenti della disoccupazione giovanile, dapprima con Lucia Merlo, del dipartimento Mercato del Lavoro, quindi con il segretario generale Sandro Del Fattore, conferma il suo netto NO alla introduzione dei voucher nel decreto Dignità a firma del ministro Di Maio. L’ambizione del decreto è nota: combattere il precariato, difendere il diritto del lavoro e aiutare lo sviluppo economico. Su questo terreno giocano la loro partita il Governo, le opposizioni e i sindacati. Dato per scontato il contrasto dell’opposizione finora espresso con gli occhi bendati e le orecchie turate, il Governo, che si basa su un contratto tra i 5 Stelle e la Lega e per questo in continua tensione che obbliga, di caso in caso, e di volta in volta la mediazione, sui voucher ha ritenuto che introdurli in agricoltura, per i lavori stagionali, e nel turismo  per la stessa la ragione, possa essere una buona soluzione che certo annacqua la lotta al precariato in assoluto ma rende un servizio a quella parte dell’economia che si manifesta a cicli e a stagioni. Esempio, la raccolta dei pomodori in agricoltura; i mesi balneari nel campo turistico. Ebbene, la Cgil in modo particolare, in attesa che si pronuncino anche Cisl e Uil, s’è detta fortemente contraria “pronta a mobilitarsi contro il ripristino dei voucher”, nonostante prevedano il nome e il cognome del lavoratore, la causa del lavoro e la durata, elementi, questi, che a detta del Governo, eviterebbero abusi e deragliamenti.  Pertanto, oltre alla tensione interna, il Governo del rinnovamento è costretto a vedersela anche coi sindacati che, diciamolo, sui voucher, nei confronti dei governi Renzi e Gentiloni, si sono battuti allo stremo, ottenendone la cancellazione. Il testo originale del decreto Dignità infatti non li prevedeva, per cui la reintroduzione, agli occhi della Cgil, appare un cedimento in favore “della riduzione dei costi per le imprese fatta sulla pelle dei lavoratori”. Il cedimento – se di cedimento si deve parlare –  ha chiare origini politiche, generato dalle pressioni della Lega, a sua volta pressata dal sistema produttivo del Nord, sul determinismo pentastellato a combattere il precariato in favore del lavoro stabile. Sta di fatto che nel Molise, come in Italia, il concetto e la pratica della mediazione non hanno cittadinanza. Tutto o niente. Con questo assunto siamo costantemente ai verbi difettivi: economia a rilento, e disoccupazione in aumento. Probabilmente sui voucher  – “riveduti e corretti” – si dovrà fare maggiore chiarezza per renderli una soluzione utile e non un mezzo di sfruttamento. E in questo i sindacati hanno modo di intervenire, di chiarire, di esigere le giuste correzioni laddove i nuovi voucher dovessero contenere, surrettiziamente, i prodromi di una nuova forma di precariato mascherato. Il che, però, non trova spazi vitali per realizzarsi se dalla Cgil dovesse permanere netto e irreversibile il NO ai voucher e, conseguentemente,  al decreto nella sua interezza e complessità. Mandando all’aria anche la parte buona e condivisibile che riguarda la delocalizzazione e il lavoro a tempo determinato. La Cgil, per rendersi maggiormente conto della giustezza della sua posizione sui voucher, ha modo si interpellare i produttori agricoli del basso Molise e gli operatori turistici che dei voucher sono i maggiori destinatari.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Siccome il lavoro nero che c’è e che tende a riprendere più piede con l’eliminazione dei voucher della passata legislatura mettendo in crisi anche aziende che vorrebbero essere in regola a causa della farraginosita’ del procedimento per l’assunzione di famiglie e imprese per lavoretti temporanei ,almeno qualcosa emerge. La discriminante, secondo me, è non permettere che sostituiscano contratti a tempo determinato rinnovabili sine die. Lo pensavo prima dello stop ,lo penso oggi .

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