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Con lo Swing si apre una nuova strada per le ferrovie molisane

Firmato oggi a Campobasso il nuovo Contratto di Servizio tra la Regione Molise e Trenitalia, che sarà valido fino al dicembre del 2023.  Siglato da Massimo Pillarella, Direttore del IV Dipartimento Governo del Territorio, Mobilità e Risorse Naturali della Regione Molise e Alessandro Tullio, Direttore Regionale Molise di Trenitalia, presenti alla firma anche il Governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura e l’Assessore Regionale ai Trasporti Pierpaolo Nagni.  

Il nuovo Contratto di Servizio definisce le caratteristiche principali dell’offerta ferroviaria regionale e punta ad incrementare la qualità dei servizi destinati ai pendolari – circa 26 treni e 37 autobus al giorno – nell’ottica di una sempre maggiore integrazione dei servizi tra ferro e gomma, cardine del Piano Industriale di FS Italiane.  Il contratto ha valore economico complessivo di 223 milioni di euro –  comprensivo di corrispettivi e ricavi da mercato – e definisce anche un investimento economico in autofinanziamento di 13,5 milioni di euro, finalizzato all’acquisto di tre nuovi treni.   La progressiva entrata in esercizio di questi nuovi convogli, sommata agli interventi di riqualificazione dei treni Minuetto in servizio sulle linee molisane, continuerà a contribuire al rinnovo dell’età media della flotta del Molise.  Il primo di questi nuovi treni, lo Swing,  è stato presentato oggi alle autorità ed alla stampa con un viaggio inaugurale sulla tratta Campobasso – Bojano, il secondo verrà consegnato nel 2018 e l’ultimo entro il 2020. Da domani lo Swing debutterà nel viaggio da Campobasso (p. 8.36) per Roma Termini (Reg 2359/60), per poi ripartire dalla capitale alle 14.35 ed arrivare nel capoluogo molisano alle 17.49 (Reg 2361/62).

Inoltre, il contratto, attraverso una rinnovata politica della qualità dei servizi, introduce un ulteriore incremento degli standard di puntualità dei collegamenti, oltre ad un sistema di valutazione delle prestazioni di Trenitalia da parte della Regione.  La Regione Molise, competente in materia di programmazione e finanziamento del servizio, corrisponderà a Trenitalia corrispettivi medi per 22 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione annuale di 2 milioni di treni-km (26 treni al giorno, che percorrono 2 linee interregionali e che fermano in una stazione in territorio laziale (Cassino) e in 5 stazioni in territorio campano (Vairano, Teano, Pignataro, Capua, S. Maria Capua Vetere).

Ed è proprio nell’ottica di un costante miglioramento della qualità del servizio offerto che Trenitalia ha modificato la composizione del treno Regionale 22217/18 Campobasso – Roma: il treno, che circola nei festivi, viene infatti ora effettuato con una composizione di due Minuetti Diesel (prima era composto da quattro Aln 663), mettendo a disposizione dei viaggiatori ben 290 posti a sedere.

In questo modo si dà seguito all’impegno di inserire progressivamente solo treni nuovi per la tratta più importante del servizio ferroviario. Un nuovo treno per superare i tanti, troppi disservizi, dovuti anche all’utilizzo sulle nostre linee di mezzi vecchi – ha dichiarato il governatore Paolo di Laura Frattura – puntiamo alla messa in sicurezza e all’adeguamento dell’intera linea, risultati che otterremo anche con il completamento dei lavori della metropolitana leggera. Intanto abbiamo recuperato un rapporto di qualità con Trenitalia, l’esposizione debitoria della Regione aveva creato una situazione più che tesa. A dicembre 2016 – ha aggiunto il governatore – abbiamo azzerato il debito e come primo riscontro registriamo l’arrivo dei nuovi treni, oltre all’avvio dei progetti di elettrificazione della tratta Roccaravindola-Isernia”.

Non si tratta di un punto di arrivo ma di un punto di partenza – ha aggiunto l’assessore ai trasporti Pierpaolo Nagni – il nostro obiettivo è quello di portare in Molise i treni bimodali, a doppia alimentazione, elettrica e diesel. Abbiamo iniziato l’elettrificazione della tratta Isernia-Roccaravindola, che intendiamo completare, portandola fino a Campobasso, in modo da rendere i viaggi in treno più comodi e rapidi, per garantire ai pendolari almeno la sufficienza nel servizio”.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Speriamo proprio di sì. Senza le infrastrutture viarie e ferroviarie ogni regione e’ destinata a soccombere. Da una che nel settore ci lavora.

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