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ll cordoglio del Molise per i fatti di Barcellona

“I nostri cuori e i nostri pensieri sono vicini alla Spagna. Una violenza disumana, brutale, ingiusta ha colpito nuovamente il cuore dell’Europa. Barcellona e la sua Rambla, prima, e Cambrils nella notte”. Il cordoglio del presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, per gli attentati in Spagna. “Profondo è il dolore per un atto vile che condanniamo come sempre e con la stessa forza, non dimenticando mai i valori di libertà ed uguaglianza su cui si fonda la nostra Europa. Momenti di apprensione anche per i nostri corregionali, presenti sul luogo dell’attentato e riusciti a mettersi in salvo. In questo giorno di dolore siamo vicini alle famiglie delle vittime”. Anche il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, ha inteso rivolgere un messaggio di cordoglio. “Ancora un vile attacco terroristico, ancora tanti morti, centinaia di feriti: la Rambla di Barcellona trasformata in un inferno che porta la firma dell’Isis. Attentato rivendicato poche ore dopo che un furgone, a velocità più che sostenuta, ha trascinato per 600 metri uomini donne e bambini che si erano riversati in quel tratto di strada, uno dei centri pulsanti della capitale spagnola della movida. Nella notte altro ‘colpo’ a Cambrils. Panico senza fine.  Barcellona è in lutto, la Spagna è in lutto, tutto il mondo è in lutto perché il terrorismo è sempre una sconfitta. Una sconfitta della democrazia, del dialogo, della libertà.  Non punto il dito contro nessuno, non ho pregiudizi nei confronti di chi professa un credo diverso dal mio, da chi vive in realtà che non sono come la nostra, sono convinto però che sia il momento di prendersi le proprie responsabilità, di guardare con occhi diversi queste stragi che stanno macchiando di sangue il mondo e che ci impediscono di vivere così come vorremmo.  È il momento di riflettere sulla politica degli interessi internazionali, sul giro d’affari che muovono le superpotenze, sugli accordi tra grandi Stati. Senza un’attenta analisi non si potranno ricercare le vere ragioni che si celano dietro ai continui attacchi che minano la nostra vita. Nessuna scusante però, nessuna pietà per chi preme un grilletto, per chi fa esplodere ordigni, per chi semina morte, per chi crede di far giustizia in nome di uno spietato fanatismo. Siamo tutti contro il terrorismo, e siamo tutti per la pace, valore assoluto che non si preserva né versando lacrime né chiudendo gli occhi. Esprimo intanto il più vivo cordoglio, a nome della Città di Campobasso, per quanti a Barcellona hanno perso la vita, vicinanza alle loro famiglie e in particolare a quelle delle due vittime italiane nella speranza che il fiume di sangue abbia presto una fine.

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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8 commenti

  1. Il mio cuore ed il mio pensiero sono con la Spagna, la Finlandia e tutti i Paesi colpiti da questi abomini. Da essere razionale, tuttavia, dico che l’Occidente non può continuare a trincerarsi dietro l’inconsistente affermazione secondo la quale per reagire bisogna continuare a fare le cose di sempre. Signori, i musulmani se ne fregano se torniamo a passeggiare per la Rambla o se ci prendiamo una birra a Parigi! Ma davvero credete che sia questa la risposta a gesti del genere? La risposta è esporre il vessillo della nostra identità, del nostro marchio di fabbrica, che è cristiano, fondato sulla parità dei diritti fra uomo e donna, sulla libertà di espressione. Ai controvalori di questa gente va risposto con i valori fondanti delle nostre democrazie, e questa è una battaglia molto più dura e certosina che una condotta con le armi. Un’Europa ed un Occidente che hanno volutamente disfarsi dei loro simboli religiosi, ideologici, morali, giurisdizionali, balbettano dinanzi alla forza con cui gli islamici difendono ed intendono diffondere le proprie idee: è questo il punto!!

  2. Do ragione ad Arianna. Ai contro-valori della cultura islamica si risponde con i valori identitari della cultura europea, fatta di cristianesimo millenario, di principi giurisdizionali ben precisi, di parità fra uomo e donna. Basta con questo relativismo: eccone i risultati!!

  3. Oggi una mamma italiana, vedendo una bambina musulmana al supermercato, ha detto a sua figlia di salutare l’altra bimba: la madre musulmana non ha fatto né un sorriso, né un gesto di disponibilità. Io lavoro con clientela estera e, quando vengono clienti uomini libanesi in azienda, non mi stringono la mano semplicemente perché donna. Ha detto bene il giornalista Magdi Allam, che in passato e’ stato musulmano e che quindi quel mondo lo conosce bene: tutto nasce dal Corano, e’ inutile che gli imam o chi per loro tentino di estrapolare versetti apparentemente pacifici per portare l’acqua al loro mulino. Loro non si vogliono mescolare a noi. Vivono nelle nostre città perché ci devono lavorare, ma in primis perché devono ‘conquistarci’ con le loro pance (documentatevi a dovere). A coloro i quali dicono che non tutto l’Islam e’ così rispondo con le parole di un noto politologo: peccato che dall’Islam siano nati questi abomini, e non da altre religioni. C’è da rifletterci seriamente, e non fare i superficiali come siamo soliti fare in Occidente, avendo perso la bussola dei principi morali, etici e religiosi.

  4. Umberto Vinciguerra

    L’Occidente tentenna nelle risposte a questi atti abominevoli perché, come e’ stato scritto, ha completamente perso di vista l’orientamento del proprio credo religioso, della propria giurisdizione, dei propri principi morali. Chi non ritiene preoccupante che una ragazza musulmana porti il velo appena sviluppa o che non possa baciare sulla guancia un conoscente maschio o che non possa sposare un cristiano, beh, non ha capito un bel niente!!!

  5. Maria Diletta Benincasa

    Attenzione ai musulmani che simulano compartecipazione ai tragici eventi. Vi sentite come gli altri? E allora fate togliere il velo -qualunque tipo di velo!- alle vostre donne, invitate alle vostre feste di fine ramadan i fratelli cristiani così come questi ultimi vi invitano alle sagre parrocchiali o lasciano giocare i vostri figli nei campetti degli oratori, fate lavorare le donne, abbandonate l’idea secondo la quale bisogna fare tanti figli in Occidente per ‘conquistarlo’, non rapite i figli nati da matrimoni di diverse fedi per poi portarli nei vostri Paesi d’origine. QUESTO è estremismo, non semplicemente fare attentati! Questi ultimi sono solo l’epilogo di processi ben più ampi che riguardano la vita quotidiana dei musulmani che vivono fra noi. Sfilare in Spagna all’indomani del vile attentato continuando a mostrare il segno della propria volontà di non integrarsi nel Paese di accoglienza, ossia continuando ad indossare il velo, è una contraddizione in terminis!

  6. Avete sentito della bimba inglese cristiana data in affidamento dai servizi sociali ad una famiglia musulmana? Appena entrata in quella casa, le fu detto che doveva togliere il crocifisso dal collo, e le insegnarono a ripetere che “Pasqua e Natale sono feste stupide”. Lavaggio del cervello allo stato puro: e questi sarebbero i ‘musulmani moderati’, per riprendere gli idioti che si riempiono la bocca di parole prive di conoscenza della materia e che sfilano in Spagna con scritte totalmente fuori luogo come ‘no all’islamofobia?’ A parte che gli assistenti sociali che hanno preso una decisione del genere sarebbero da mandare ai lavori forzati a vita, stiamo attenti a non farci bruciare il cervello da queste semplificazioni!!

    • Si, ho sentito la storia di quella povera bimba: raccapricciante. C’è molto da riflettere su quell’episodio, anticamera di gesti più gravi, così come c’è da riflettere sulla banalizzazione di certi atteggiamenti da parte di noi Paesi ospitanti. L’estremismo di matrice terroristica deriva da forme estremiste di cui è fatto il vivere quotidiano degli islamici che sono nelle nostre città, ossia il portare il velo da parte delle donne, il fatto che queste ultime molto raramente lavorino, ma che debbano essere usate come macchine che sfornano figli, il fatto che i matrimoni misti falliscano miseramente, il fatto che, pur ricevendo accoglienza dalle parrocchie -che non fanno proselitismo, a differenza loro!- essi ci snobbino e tendano sempre a vivere in comunità di simili. Molto, molto, molto preoccupante.

  7. Dominic Cotti Cottini

    Se noi occidentali difendessimo i nostri valori con la stessa forza con cui i musulmani difendono i loro, avremmo già risolto il problema. Ciò che conta, invece, e’ inscenare le carnevalate del gay pride e fare le campagne per la protezione degli animali, dimenticandosi delle persone umane. Non c’è altro da commentare, a buon intenditor poche parole.

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