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Liberi e Uguali: esordio col botto

“Liberi e Uguali”, formazione di Sinistra (con chiara ascendenza storica) ha esordito nel Molise, a Campobasso il 14 gennaio, con una prima riunione dei militanti delle tre forze politiche che aderiscono al cartello politico guidato da Pietro Grasso, rappresentate da Loris Amoruso di Sinistra Italiana, Fabiano Ucci di Articolo Uno-Mdp e da Antonio Di Monaco di Possibile. La riunione segue l’avvio della campagna sul territorio, decisa a conclusione dell’assemblea nazionale tenuta a Roma, per mobilitare la base elettorale e per secernere il personale politico da proporre all’elettorato italiano il 4 marzo e all’elettorato molisano chiamato successivamente a rinnovare la presidenza della giunta e il consiglio regionali. Riunione di lavoro, ma con ampio dibattito sulle linee programmatiche e sul contrasto al populismo spicciolo e al moderatismo destrorso in cui è finito il Pd di Matteo Renzi, in Italia, e del Pd del duo Fanelli/Frattura nel Molise. Con qualche anticipo sulle decisioni che verranno, già circola il nome del rettore dell’università, Palmieri, candidato al parlamento, in combinazione con Danilo Leva, deputato uscente che tra i primi ha aderito alla scissione del Pd accompagnandosi a Bersani e a D’Alema. Roberto Ruta che delle vicende del centrosinistra nel Molise è stato protagonista e facitore (sua la colpa di essersi inventato il personaggio Frattura; sue le conseguenze di questa invenzione nella decadenza politica della sinistra; sua l’egemonia centrista a sistematico discapito del residuato ideologico ex Pci), ha preso l’atteggiamento del “padre nobile”, distaccato dagli interessi personali, dalle strategie che potrebbero sollevarlo ai vertici della nuova formazione politica, impegnato a trovare la quadratura del cerchio e a redigere le proposte da elaborare in campagna elettorale per richiamare lo spirito egalitario della sinistra di nuovo a protagonista.  Lui, si dirà, che di sinistra però non l’è mai stato. Ma con la sinistra ha cercato di realizzare un progetto di avanzamento (anche culturale) del Molise, tradito, purtroppo, da una scelta (Frattura) rivelatesi impropria a tale fine e pertanto inadeguata. Probabilmente il ruolo di “padre nobile” nel momento in cui nasce e si consolida uno schieramento che si pone l’obiettivo di dare alle scelte programmatiche la trasparenza della fattibilità, in un cotesto parolaio e demagogico, sarebbe uno spreco. Diversa invece, come molti la auspicano e la sollecitano, una sua candidatura alla presidenza della giunta regionale col supporto di un programma innovatore, una coalizione dai contorni ideali autentici, liberato dai condizionamenti dei poteri forti, ancorché in funzione di svelamento delle magagne del centrosinistra fratturiano che ha azzerato la sanità pubblica, ha azzerato l’industria a partecipazione pubblica, ha rinunciato all’Autostrada del Molise in favore della metropolitana leggera Matrice/Boiano, ha portato al massimo storico la disoccupazione giovanile, il numero dei cassaintegrati ed ha lasciato sul lastrico 1744 lavoratori con un cinismo politico che non ha precedenti. Basterebbe questo contributo alla chiarezza e alla individuazione delle responsabilità a definire l’irrinunciabile necessità che ci sia qualcuno in grado di realizzarlo. Sarà Ruta, il predestinato? Nulla di scontato, data la sua dichiarazione di estraneità alle strategie personalistiche. Pare sia balenata l’idea di una candidatura femminile oggettivamente estranea ai giochi politici di bassa lega e ampiamente collaudata sul piano della fattività, pertanto abilitata oggettivamente alla distinzione tra l’opportunismo, gli opportunisti, i professionisti della politica e il tentativo di ridurli a minoranza.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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