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“Con l’Egam ci vogliono sottrarre l’acqua”

“Venerdì 3 Marzo si decide in consiglio regionale il futuro della nostra acqua, si decide il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e questa, forse, è l ‘ultima occasione per difendere un diritto” . Lo scrive il sindaco di Campodipietra, Peppe Notartomaso che è stato uno dei fautori del ricorso vinto al Tar. “Anche il Papa è preoccupato per quanto sta accadendo nel mondo intorno alla vendita delle fonti ai privati. Queste le parole pronunciate in occasione del recente workshop sul “Diritto umano all’Acqua”: “Rischiamo su11a grande guerra mondiale per l ‘acqua” Quello che si profila all’orizzonte è l’ennesimo furto, l’ennesimo scippo di un servizio pubblico vitale, che avrà pesantissime ripercussioni sulle prossime generazioni , per i giovani, a cui è stato già rubato troppo in nome di una Europa che non è quella dei popoli ma della finanza. Anche se, per I’ACQUA, il Parlamento Europeo ci ha sorpresi adottando, a maggioranza in seduta plenaria l’8 Settembre 2015, una  risoluzione dove, al punto 27 invita gli Stati membri a garantire un accesso indiscriminato ai servizi idrici assicurandone la fornitura a tutti , compresi i gruppi di utenti emarginati; al punto 28 invita la Commissione, la Banca Europea per  gli Investi menti a sostenere i comuni  dell’UE ad accedere a prestiti a lungo termine a Tassi d’interesse agevola t i allo scopo di provvedere alla  manut enzione e al r i nnovamento dell e infrastrutture  idriche i n modo da gara ntire che nella  gestion e  delle ri sorse idriche sia n o adottate le soluzioni più efficaci sott o il profilo dei costi, a vant aggio della società; al punto 46 ricorda che la scelta di riassegnare i servizi idrici ai comuni dovrebbe cont inuare a essere garantita i n futuro senza alcuna limitazione e può essere mantenuta nell’ambito della gestione  locale; ricorda che l’acqua è un diritto uman o fondamentale che dovrebbe essere accessibile e alla  portata di tutti.  Pertanto, occorre mettersi insieme e uscire fuori dalle logiche dei partiti che hanno esaurito la loro missione. La loro implosione è sotto gli occhi di tutti : sono incapaci a dare risposte ai bisogni dei cittadini. Bisogna pretendere dai nostri parlamentari e dai loro partiti di riferimento, perché da loro dipende e non dalle direttive europee come da alcuni sostenuto, il recepimento della risoluzione  sopracitata, anziché precipitarsi a recepire la risoluzione Europea sulle “Fakc News”  che di sicu ro non   intenssa   i cittadini. Un’altra delusione è arrivata ad Aprile 201 6 quando, dopo a1mi d i attesa, è stata d iscussa in parlamento la proposta di legge di ini zi ativa popolar e n. 2212, “Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque”, concernente il riord ino del servizio idrico. I passaggi fondamentali della legge erano principalmente contenuti nell’articolo 6 il quale prevedeva  che l ‘acqua ed  il servizio  idrico, non potevano  essere assolutamente  privatizzati  e poneva a carico della fiscalità generale parte dei costi cli gestione ciel servizio. Invece l’articolo 6, grazie al governo  Renzi, è stato soppresso  e a tale soppressione,  è bene  ricordarlo,  hanno  concorso alcuni dei sottoscrittori della proposta  di legge originaria tra cui l’onorevole molisano Laura Venittelli che, alla votazione  finale nominale n. 57 ciel 20/4/2016 seduta n. 61O presieduta  da Roberto Giachetti, ha  votato  favorevolmente  all ‘approvazione  della  stravolta  legge. Ora il primo obiettivo da raggiungere è quello di evitare, per legge, la privatizzazione dell’acqua e quindi delle fonti che devono appartenere alla comunità molisana senza se e senza ma, così come pure altrettanto importante è che la gestione del servi zio idrico integrato resti pubblica e nelle mani  dei comuni. Il modello gestionale su area vasta che si sta tentando di imporre, nelle realtà dove, a partire dalla metà degli anni ’90, ha fatto il suo debutto, ha prodotto il progressivo aumento tariffario aggravato dalle inefficienze del servizio a cui si aggiungono le vessazioni a cui sono sottoposti i cittadini oramai utenti e numeri . Negli anni l’acqua è aumentata a dismisura e va dal + I 00% per il periodo 2000-2016 (dati Federconsumatori 2016) al + 85,2% periodo dal 2004 al 2014 (dati CGIA d i Mestre Luglio 2014). In Toscana come nel Lazio, in alcuni casi, l ‘acqua costa anche oltre 6 euro al metro cubo e lo spreco della risorsa è mediamente ben ol tre il 38%. Mentre nel resto cl ‘Italia la tariffa è in continuo costante aumento da noi è ferma al 1990 grazie ai costi del servizio molto contenuti ed al fatto che non vi sono utili da distribuire. Se non si arresta questo ciclo si corre il rischio reale che il servizio raggiunga costi proibitivi soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. In conclusione, ad oggi  quasi  t utti  i comuni  moli sani gestiscono il  servi zio di distribuzione  e depurazione  i n economia  diretta  idrico  mentre  captazione  e adduzione  viene  garantita  da  Molise  Acque,  Azienda Speciale  della  Regione  Molise, quindi  pubblica. Il governo, con lo sblocca Italia ciel 2014, ali ‘art. 7, è intervenuto nella materia con lo spauracchio delle infrazioni europee che però riguardano la sola depurazione di alcuni centri urbani. Quindi, anziché intervenire solo lì dove serviva, ha messo le mani sull ‘intero settore avocando lo a se e sottraendo la competenza alle regioni, introd ucendo, tra l ‘altro, il gestore unico e non più unitario su scala regionale, o al massimo provinciale. Questi limiti geografici e territoriali imposti per la gestione poco hanno a che vedere con la funzionalità del servizio idrico. Così come poco funzionale alla qualità del servi zio risulta essere l’introduzione della tariffa unica. Tutte previsioni che fanno pensare ad una gestione privata alla quale, per poter avere utili, serve appunto un territorio vasto ed una tariffa unica. Sempre l’art. 7 dello sblocca Italia ha introdotto anche l ‘ente regionale d i governo del servi zio idrico, a cui va la competenza ciel servizio e a cui obbligatoriamente aderiscono tutti i comuni della regione. Tocca però alla Regione istituire l ‘Ente che governo con propria  legge ed è ciò che la regione Molise si è affrettata a fare. Ma ha commesso  l ‘errore che ricorrere alla deliberazione di giunta, quando invece lo statuto regionale assegna al consiglio l’istituzione  di nuovi  enti. Sulla questione alcun i comuni hanno proposto ricorso innanzi al TAR Molise che boccia  il provvedimento regionale . La regione torna sui suoi passi e la stessa legge, approvata impropriamente con delibera di giunta, sarà discussa per l’approvazione in consiglio regionale durante la seduta di Venerdì 3 Marzo. Tutti siamo chiamati a segui re in diretta i lavori del consiglio e le dichiarazioni dei singoli consiglieri per capire se vi è la volontà di lasciare pubbliche, in Molise, l’ACQUA, le fonti e la loro gestione”.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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