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Le riforme regionali non vanno avanti: commissario straordinario anche all’Ente di governo d’ambito del Molise (Egam)

La messa a punto dell’Ente di Governo dell’Ambito del Molise (Egam) da parte di chi questo Ente che gestirà le risorse idriche del Molise in chiave privatistica (dalla giunta regionale  si affannano a negarlo) lo ha voluto, perseguito, e realizzato superando eccezioni, richiami, e contestazioni, anche di legittimità, fatica più del previsto. I promotori e I sostenitori dell’Egam si sono appellati alle leggi, che però lasciavano intatta l’autonomia delle amministrazioni locali costrette, invece, ob torto collo, ad aderire. A cosa abbiano aderito, ancora non è definito, né pare sia definibile in tempi ragionevoli. Tant’è che a diversi mesi dal varo, all’Egam mancano il Comitato d’ambito e il direttore: ovvero, la testa e le braccia. Pertanto,  allo stato delle cose, è un Ente inerte. Né può vitalizzarlo il commissario straordinario Mauro Di Muzio, recentemente nominato con proprio decreto dal presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura che ha firmare decreti di nomina commissariale c’ha fatto il callo. Un altro commissario straordinario, dunque, a capo di Enti e Agenzie regionali (Molise acque, Arsarp, ex Iacp eccetera). La straordinarietà tradotta  come sistema ed espressione di una “governance” regionale improvvisatrice, autoreferenziale, scarsamente competente. La legge di riforma degli Istituti delle Case Popolari non la si riesce a dipanare, a renderla operante, tante sono le improprietà tecniche, procedurali e applicative che la rendono uno degli emblemi iconoclastici del presidente Frattura e degli assessore Facciolla, Nagni e Veneziale. Distruggere … per non ricostruire.  La funzionalità del territorio è ridotta al minimo, perché l’ordinarietà è la cifra tonda con cui si va avanti. Ad essere in questa condizione di precarietà amministrativa e gestionale, purtroppo per noi molisani, sono settori vitali e basilari dell’economia: risorse idriche, agricoltura ed edilizia popolare. E non citiamo gli altri commissariamenti di un’amministrazione regionale comprovatamente inadeguata a comporre un quadro d’assieme delle risorse di cui dispone e come valorizzarle. I tentativi di riforma, di razionalizzazione dell’organizzazione regionale sono al palo, non producono effetti, e il malgoverno resta il giudizio dei molisani, oltre quello dichiaratamente parziale delle opposizioni al centrosinistra che però non fa testo, essendo le opposizioni che siedono a Palazzo D’Aimmo  a loro volta corresponsabili del malgoverno per la totale incapacità di fare ed essere opposizione. L’Egam, l’Ente di cui stiamo parlando, è forse l’espressione più eloquente e diretta di una forzatura politica, della strumentalizzazione programmatica, della visione autocratica del bene comune e dell’interesse collettivo; un’appendice del potere di cui si dispone e di cui ci si serve per convenienza personale  e partitica. La privatizzazione (camuffata) dell’acqua sarà probabilmente il titolo di coda di una stagione politica e amministrativa svolta all’insegna della polemica sterile, della “damnatio memoriae” di Michele Iorio, della rivincita politica e personale del presidente Frattura fine a se stessa, dell’uso del potere per il potere, di un rigorismo amministrativo malsano applicato ai servizi essenziali, e di un favoritismo smisurato concesso agli apparati privati, di qualsivoglia natura e destinazione. Fuori da questi limiti, che sono indubbiamente di cronaca, ma restituiscono condizioni inequivocabili, rimangono le dichiarazioni di circostanza, le alterazioni semantiche della verità storica del tempo che vivono il Molise e i molisani mai così gramo, grigio e deprimente, generato da una maggioranza di centrosinistra in disfacimento, che la sequela di commissari straordinari ai vertici degli Enti strumentali e delle Agenzie regionali conferma in tutta la sua fumosa inconsistenza.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Maria Luisa Amato

    Ma di che cosa stiamo parlando? Che cosa ci ostiniamo ancora a difendere? La regione Molise va chiusa in quanto istituzione ed accorpata ad altre regioni, preferibilmente a Marche ed Abruzzo. Inutile continuare a discutere se le teste sono quelle…

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