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Le elezioni regionali si avvicinano e fioccano accordi, promesse di finanziamento e assunzioni a termine

 

“Maiora premunt” per gli amministratori regionali che ad aprile dovranno misurasi con l’elettorato. E da qui a quella data ne vedremo di accordi siglati e di comunicati stampa in cui i beneficiati si diranno soddisfatti e contenti per come si sono messe le cose. A dirsi soddisfatti e contenti nel caso che diciamo sono i rappresentanti dei sindacati Flai,  Fai e Uil per aver sottoscritto (“alla presenza dell’assessore Vittorino Facciolla”!!!) un accordo con l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo rurale e della pesca (Arsarp),  che riconosce agli operai forestali  un avanzamento dei livelli professionali a valere sul triennio 2018/2020. Quell’accordo i forestali e i sindacati lo hanno chiesto per anni e, guarda caso, eccolo siglato a qualche mese dall’apertura delle urne elettorali. E appena sotto la data delle votazioni ecco pronto anche  il programma delle attività cantieristiche  e opere di rimboschimento. Miracoli della politica e facilità di abboccamento vanno di pari passo, in simbiosi, chissà perché solo quando si profilano le elezioni. E’ quello il tempo della demagogia, dello strumentalismo, del clientelismo peraltro mascherati e resi strutturali dalla acquiescenza dei beneficiari. Che sanno a menadito i tempi e i modi che portano a ricevere come omaggio e concessione, ciò che sarebbe un diritto. Il gioco della parti evidentemente vale la candela. Si tira la cinghia per un tempo, in  attesa che il tempo successivo, il tempo delle elezioni, diventi una epifania. Questa volta è toccato ai forestali che da 30 anni, come hanno tenuto a sottolineare, sebbene per pochi mesi all’anno, nella veste di “precari stabilizzati”, mantengono in ordine il territorio, lo rimboschiscono e quando c’è da spegnere gli incendi sono sempre sul pezzo. Da tutt’altra parte,  con l’aggravante dell’assenza dei sindacati che hanno ormai lasciato soli i 1744 lavoratori in mobilità in deroga, bisogna registrare ancora una volta, passando da una fase kafkiana della vicenda a questa stralunata in cui s’è tramutata, il richiamo fatto alla Regione a rispettare le leggi e a cogliere la disponibilità a trattare la questione ottenuta da parte del ministero del Lavoro a seguito della protesta portata a Roma e l’incontro avuto con la segreteria politica del ministro e con il direttore generale Ugo Menziani. Pertanto, ancora un appello agli uomini di Palazzo Vitale, finalmente condito da una leggibile determinazione a farsi valere oltre le buone ragioni e le buone maniere. Finora il governo regionale  ha glissato, ha svicolato, ignorando  le leggi in materia e la volontà del consiglio regionale all’unanimità a sostegno dei lavoratori. Dinanzi a tanta ostinazione, a tanta pervicace resistenza alla possibilità di trovare la soluzione da parte di Frattura, Facciolla, Nagni e Veneziale, ai lavoratori in mobilità in deroga non rimane che giocarsi la carta politico/elettorale. Quella che si sono giocata i forestali. La carta del clientelismo elettorale. L’unica che funzioni.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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