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Le discariche sarebbero dovute scomparire e invece si allargano

Dicono che esista il Piano regionale dei rifiuti, ma dicono pure che sia solo sulla carta. E’ rimasto tale e il sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti continua secondo procedure che col piano sono parenti a lungo. E che sia vero, lo troviamo scritto nella deliberazione della giunta regionale del 29 dicembre 2017 con la quale l’esecutivo di Palazzo Vitale ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale al “Progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi sita in località Tufo Colonoco in agro di Isernia, proposto dalla ditta Smaltimenti Sud srl , con sede legale in Via Carlomagno 10/12”. Nel dire che quella discarica è compatibile con l’ambiente circostante, e pertanto può essere ampliata, la giunta, riconoscendo che come stanno le cose  gli obiettivi del Piano sono ancora distanti e di là da venire, invece d’indicare  ciò ch’è necessario per raggiungerli al più presto, s’è limitata ad auspicare (auspicare!) “gli scenari temporali ipotizzati nel piano regionale dei rifiuti, in relazione al raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata”.    Due problemi in uno: il Piano non viene applicato, e la raccolta differenziata altrettanto, quantomeno in maniera organica e sistematica, come si dovrebbe. Insomma, nel Molise, le discariche che sarebbero dovute scomparire da anni, da anni, invece, ne nascono di nuove e si allargano, come nel caso della discarica di Tufo Colonoco. E stiamo parlando delle discariche autorizzate, perché se affrontassimo  il problema delle discariche abusive entreremmo in un campo minato, dove  la legalità e la sicurezza sono state azzerate per fare posto all’abuso, all’inquinamento, a tutte le forme di distruzione ambientale. Il controllo del territorio è deficitario se, come è innegabile, le strade provinciali, gli spiazzi e gli slarghi a ridosso di quelle strade sono ricettacolo di ogni sorta di oggetti (suppellettili, materassi, cessi, frigoriferi, televisori, e altro materiale altamente inquinante) e di rifiuti organici. D’altronde, i cantonieri stradali sono scomparsi, così le guardie forestali, e le altre forze di polizia hanno compiti più impegnativi e importanti da svolgere. E non parliamo dei casi d’inquinamento del suolo venuti a galla nel Basso Molise e nel Venafrano, che dimostrano come l’assenza di controllo del territorio apra la porta e faciliti l’ingresso nel Molise alla malavita che gestisce lo smaltimento dei rifiuti pericolosi in maniera spregiudicata.  Se si aggiunge il fenomeno delle cave a cielo aperto, delle pale eoliche, e dei pannelli solari su terreni produttivi abbiamo un quadro d’assieme del Molise a dir poco preoccupante sotto l’aspetto della salvaguardia ambientale. Ebbene, dinanzi a tanta manifestazione di rilassatezza istituzionale, assenza di organizzazione e di strutture che possano rendere la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti una possibilità concreta di sicurezza  ambientale e fonte di guadagno, la giunta regionale, “auspicando gli scenari temporali ipotizzati nel piano regionale per la gestione dei rifiuti”, non ha esitato a dare via libera all’ampliamento della discarica della Smaltimenti Sud srl in località Tufo Colonoco, in provincia d’Isernia,  avendo cura di precisare che la valutazione per le diverse componenti ambientali è stata effettuata, così come riportato nel documento istruttorio redatto dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale ( Arpa Molise), con il contributo dei soggetti competenti in materia ambientale. Come a dire, sono gli organismi tecnici ad essere chiamati in causa e non solo la volontà politica e amministrativa della giunta. Discarica dunque più ampia, più rifiuti scaricati, minore salvaguardia ambientale. Alla ditta è stato precisato che il giudizio di compatibilità ambientale è condizionato all’ottemperanza delle prescrizioni e delle attività di monitoraggio indicate nella relazione istruttoria curata dall’Arpa Molise, nonché all’osservanza di quanto stabilito nella modifica della convenzione, il 24 marzo 2017. Lo stretto necessario. Resta aperto, invece, e non risolto, il discorso che include la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: con metodologie moderne che producono sicurezza ambientale e reddito. Il Molise è indietro, né si adottano provvedimenti perché vada avanti.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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