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Lavoro, solo tante parole

Ma che Molise è mai questo della seconda decade del Terzo Millennio! Un Molise dipendente; parolaio; contraffatto dalla demagogia di chi lo governa dopo averlo privato delle aziende a capitale pubblico (Zuccherificio e Gam) per consegnarlo alla evanescente iniziativa privata e ai Fondi europei e al Patto per lo sviluppo con il governo, su cui si vanno bruciando anni di inutile attesa; dopo avergli tarpato le ali negando la realizzazione dell’Autostrada che lo avrebbe immesso nella grande circolazione; dopo avergli sottratto i maggiori servizi sanitari mettendo a rischio i livelli essenziali di assistenza; dopo averlo ceduto ai tycoon dell’energia del vento; dopo averlo concesso, per evidente distrazione (non vogliamo pensare “complicità”), alle frange periferiche della criminalità organizzata della Puglia e della Campania (arriveranno la n‘drangheta calabrese e la mafia siciliana?); dopo averlo offerto gratuitamente agli inquinatori di professione. Ebbene, andando avanti è possibile scoprire che le maggiori istituzioni molisane (Regione in testa) alle deficienze operative e gestionali aggiungono anche la spocchia, la presunzione dell’autoreferenzialità come se al di sopra e al di sotto di esse non vi fossero  che il vuoto, l’assenza di ogni dovere e l’abuso di ogni diritto. Sempre andando avanti è possibile scoprire che dinanzi ad un disastro di queste proporzioni ristagnano le proteste e le rivendicazioni, e finanche le forze politiche che si oppongono allo smantellamento delle speranze molisane (tra cui Sinistra Italiana) non conoscono l’imperativo, il confronto a muso duro, la determinazione e l’azione di contrasto, preferendo la deferenza al potere, l’appello melenso “al senso di responsabilità” e l’auspicio fine a se stesso. Tutto ciò lo ricaviamo dal comunicato emesso dalla segreteria provinciale di Sinistra Italiana, e ne diamo la prova trascrivendolo così come pubblicato: “Le istituzioni non si chiudano a riccio in una deleteria autoreferenzialità e sappiano accettare il confronto con i problemi di merito che assillano gli operai dello Zuccherificio, a cui tra pochi mesi, termineranno gli ammortizzatori sociali e resteranno privi di ogni sostegno al reddito. Sappiano misurarsi con gli operai della Gam che osservano con preoccupazione la paralisi della loro vertenza con l’incubatoio smantellato, il bando del Piano di sviluppo rurale ancora fermo al palo, il secondo lotto dei beni bloccato in Tribunale e la filiera avicola molisana che non riparte nonostante gli impegni del governo nazionale con il contratto di sviluppo con Amadori e per l’area di crisi industriale complessa.  Le istituzioni sappiano ascoltare i lavoratori e i sindacati del trasporto pubblico locale su gomma di Atm che chiedono la rescissione del contratto tra la Regione e la Società, proseguendo i lavori avviati in 2° e 3° Commissione il 13 dicembre ed inopinatamente incentrati solo su un’alchimia finanziaria dove, utilizzando la FinMolise si anticipa qualche mensilità arretrata.  In quel settore operano 36 società concessionarie che percepiscono un rimborso a km molto più basso di Atm, ma pagano regolarmente gli stipendi e rispettano il contratto nazionale. Perché Atm con maggiori fondi non paga con la stessa regolarità? Il consiglio regionale dia ascolto all’appello della Caritas in favore dei 1744  lavoratori che da un anno e mezzo aspettano di riscuotere la mobilità in deroga e non si arrocchi su bizantinismi da azzeccagarbugli. I fondi ci sono e anziché tenerli fermi nelle casse dell’Inps possono essere utilizzati per alleviare il disagio delle persone che soffrono.  Le istituzioni sappiano misurarsi sul dramma della <Non Autosufficienza> che non viene più pagata da giugno 2016 a 426 disabili gravi molisani, senza alcuna giustificazione plausibile”. Come detto, una forza di opposizione, e di sinistra, non sa fare meglio che porsi in termini auspicativi dinanzi a drammi esistenziali e a pecche gestionali. Cosa mai possono,  oggettivamente, sperare il Molise e i molisani?

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Mariachiara Amodio

    Siamo allo sfascio più totale…

  2. Bisogna unirsi per fare la forza, indipendentemente dal ruolo che si svolge in società. Con l’individualismo si va a sbattere contro un vicolo cieco.

  3. È quei lavoratori che pur lavorando non ricevono niente dal dicembre 2016?

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