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Lavoro, qualcosa si muove?

Svegli, dinamici, tempestivi. E’ così che il presidente e gli assessori e i dirigenti regionali hanno preso di petto l’anno appena entrato. E’ così che ai mesi contestati per decisioni che non venivano prese, rendiconti che non venivano fatti, accordi che non venivano raggiunti e finanzianti che non venivano applicati, vengono contrapposti decisioni, accordi e finanziamenti. Quando andiamo dicendo che il 2017 sarà un anno scoppiettante, come i mortaretti di capodanno, abbiamo elementi a suffragio. Un cenno della presidenza, la risposta immediata da parte del Servizio politiche per l’occupazione (Claudio Iocca) e il visto del direttore del Terzo Dipartimento (Maria Rosaria Simonelli), ed ecco la delibera che, a valere sulle risorse finanziarie residuali alla data del 25 dicembre 2016, disponibili al netto dei pagamenti effettuati dall’Inps negli anni 2014/2015 e 2016 per la Cig in deroga e per i trattamenti di mobilità in deroga, dell’importo di 20.186.818 euro, ha approvato il Piano regionale per le politiche attive del Lavoro relativo ai percorsi di reinserimento e/o di riqualificazione dei lavoratori, e ai pacchetti personalizzati e modulari di misure in cui gli strumenti prioritari di intervento.

Ovvero: i percorsi volontari di accompagnamento alla pensione o di esodo anticipato incentivato; gli incentivi da destinare alla creazione d’impresa in forma individuale o associata, anche con riferimento all’utilizzo dei beni pubblici disponibili; i bonus assunzionali a favore delle imprese che assumano uno o più lavoratori interessati dal processo di crisi; i voucher per la formazione individuale  e la qualificazione delle competenze dei lavoratori, con il riconoscimento di un’indennità di frequenza. Provvedimento trasmesso al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per la conclusione. Spontanea la domanda: ma si poteva farlo prima?

Purtroppo, sarà sempre questo l’interrogativo che accompagnerà l’attività amministrativa e legislativa della Regione Molise, sospettata, a giusta ragione, di attendismo, perché maturasse il tempo opportuno per rendere meno esposti all’oblio e all’assuefazione i provvidenti a forte contento clientelare. Come, purtroppo, vanno classificati e ritenuti gli atti politici e amministrativi che vengono assunti  a poco più di un anno dal rinnovo del consiglio regionale. In buona misura, ciò che la giunta ha deliberato risale al riconoscimento della situazione di crisi industriale complessa; al progetto di massima di riconversione e riqualificazione industriale (Prri); al decreto 4 agosto 2016 del ministero dello Sviluppo economico con l’individuazione dei territori delle aree di crisi industriale non complessa ammessi alle agevolazioni; alla circolare del ministero del Lavoro  del 4 novembre 2016 e alla circolare dell’Inps del 13 dicembre

2016 in materia di ammortizzatori sociali in deroga (ampliamento). Fin qui il ruolo e le decisioni della Regione. In appendice, invece, il punto di vista dei Cristiano Sociali del Molise (molto prossimi alle posizioni del consigliere regionale ex Pd Michele Petraroia). Piera Liberanome, per il coordinamento regionale, e Roberta Iacovantuono, per il coordinamento provinciale, ritengono l’operato della giunta “ una scelta drammatica, che ha danneggiato i lavoratori della 3G Activ srl licenziati e delle tante aziende che hanno chiuso i battenti nell’ultimo triennio. Infatti secondo le nuove istruzioni operative pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione del 23 dicembre 2016, sono stati esclusi dalla possibilità di accedere alla mobilità in deroga tutti i lavoratori licenziati prima del 1° gennaio 2016 e tutti i lavoratori che già percepivano la mobilità ordinaria e/o la mobilità in deroga nel 2015. Lavoratori che facevano affidamento su queste spettanze per andare avanti con le proprie famiglie in attesa delle politiche attive del lavoro e delle opportunità connesse con il rilancio produttivo delle aree di crisi del Molise. Lavoratori che in queste ore non sanno capacitarsi, non sanno che fare né come reagire ad un’ingiustizia di queste proporzioni” . Anche a queste dicotomie, giocoforza, bisognerà fare il callo.

 

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

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