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L’autonomia anche come orgoglio di un popolo, della sua tradizione storica, della sua cultura e delle sue capacità creative

 

Un monito, per alcuni aspetti; un invito, per altri. L’associazione degli ex consiglieri regionali è di nuovo protagonista  in questo prologo verso le urne elettorali del 22 aprile, e di nuovo con la forza di chi ha avuto la ventura di amministrare il Molise e la speranza  che chi lo governerà per l’immediato futuro possa fare meglio e di più. Su cinque punti gli ex consiglieri regionali sono tutti d’accordo nel ritenerli essenziali, ineludibili, necessari, “per dare concretezza alle esigenze reali e alle istanze provenienti dalle varie fasce della popolazione”. In particolare, “la coesione dell’intero territorio affinché esso si predisponga alla relazionalità con le regioni contermini”. Un concetto quest’ultimo, tratto dal rapporto del Censis 2014 “come elemento strategico per la autonomia regionale, in quanto, anche una realtà piccola come il Molise, se identitariamente coesa, può efficacemente relazionarsi all’esterno e mantenere la sua indipendenza politico-amministrativa come è scritto nella Costituzione”. L’autonomia, dunque: punto fermo degli ex consiglieri regionali che per ottenerla ne conoscono la fatica, le volontà politiche che vi hanno concorso, e il dettato della Costituzione che l’autonomia la postula e la garantisce. L’autonomia anche come orgoglio di un popolo, della sua tradizione storica, della sua cultura e delle sue capacità creative. Riconoscersi, per riconoscere: è questo il dato politico/programmatico che viene da coloro che, seppure non più direttamente impegnati in politica e nell’amministrazione, conoscono i meccanismi che della politica e dell’amministrazione possono essere punti di forza. Infatti, convinti di questo, come abbiamo appena detto, ai quattro candidati alla presidenza, ma a tutti i candidati al consiglio regionale, hanno rilasciato un documento  ch’è il riassunto del dibattito svolto all’interno dell’associazione, con l’invito ad impegnarsi moralmente e politicamente su i 5 punti ritenuti di importanza strategica per il futuro della Regione. Eccoli i 5 punti, su cui è stato chiesto l’impegno ad assumerli e, soprattutto, a porli in atto non appena il nuovo governo regionale sarà reso pienamente operante: 1) promuovere e sostenere tutte le iniziative utili a un deciso rafforzamento della identità regionale e della coesione socio-economica del Molise; 2) contrastare, con la proposta di precise e concrete strategie, il declino economico e demografico della Regione; 3) attuare, pedissequamente e conformemente allo Statuto, la pianificazione e programmazione delle politiche di sviluppo per l’avanzamento socio-culturale del Molise (Psr-Piano di sviluppo regionale); 4) rafforzare il rapporto democratico della Regione con le Autonomie locali, le istituzioni nazionali ed europee; 5) predisporre, nel rispetto della Costituzione, specifiche proposte legislative di migliore ed efficace governance e cooperazione territoriale tra le Autonomie locali. Sembrano punti generici, di pura concettualità, ma ad approfondirli, i destinatari si accorgeranno che sono “comandamenti” dal forte contenuto ideale, programmatico e statutario. Gli ex consiglieri regionali ai nuovi consiglieri regionali in sostanza chiedono di fare in modo che la identità del Molise non venga messa in discussione ma venga debitamente rafforzata e difesa; di creare opere, interventi, e strategie produttive e occupazionali per frenare lo spopolamento e la perdita di “cervelli”;  di tenere sempre con sé lo statuto regionale, conoscerlo e applicarlo per restare nel solco della programmazione e della pianificazione: l’invito, cioè, a impostare e creare un nuovo Piano di sviluppo regionale facendo cadere l’improvvisazione, la estemporaneità, il minimalismo; di rafforzare l’intesa, l’interattività, la coesione tra la Regione  e i Comuni, l’Europa e tutte le Organizzazioni che concorrono e condizionano lo sviluppo economico e territoriale; infine, di tornare ad essere la Regione il motore legislativo di una visione nuova, moderna efficiente di governare.  In proposito, il punto di vista del presidente dell’associazione degli ex consiglieri regionali, Gaspero Di Lisa, è particolarmente significativo di quanto grande sia l’attesa di una nuova classe dirigente interprete delle speranze collettive di un popolo, il molisano, che ambisce salvaguardare la sua identità storica, la sua autonomia costituzionale, la sua unità sociale, in un ambito territoriale interamente considerato e valorizzato  nelle sue caratteristiche, vocazioni e possibilità di sviluppo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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