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L’assurdo ritardo sul rilancio dell’area di crisi complessa. I lavoratori vengono licenziati e la Regione tergiversa

Caro Dardo,

ho letto di recente un suo articolo sui lavoratori espulsi dal ciclo produttivo come la Gam, Ittierre e Zuccherificio. Oggi, mi ritrovo anche io, lavoratore della Sata di Pozzilli espulso dal ciclo produttivo con altri 24 colleghi. L’azienda lamenta la difficoltà nel far fronte agli ulteriori costi di trasporto che avrebbe dovuto sopportare se avesse deciso di produrre a Pozzilli ciò che chiedono committenti del Nord. Ed ha spostato la produzione  anche perché la regione ha detto di non avere soldi per sostenere lo sforzo aziendale. Né, si vedono all’orizzonte, possibilità di infrastrutture degne di questo nome capaci di fare di questo territorio un’attrazione per le aziende. E il nucleo di Pozzilli rischia di essere un cimitero. Perché?

Distinti saluti

Mario, ex operaio Sata

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La Regione Molise è il peggiore paradigma politico e amministrativo italiano. Lo affermano i dati statistici, le analisi economiche, le valutazioni politiche. E’ in ritardo in tutto ciò che concerne l’organizzazione strutturale a cominciare da se stessa e dagli enti strumentali che la sorreggono. Non a caso sono in regime commissariale, quindi costretti all’ordinarietà e, quindi, alla inoperatività. Nel quadro appena disegnato trovano posto in bella mostra, per scarsa efficienza e attività, i Consorzi industriali dei quali la Regione detiene nelle proprie mani (legislative e organizzative) il destino. Ma sono mani scopertamente inadeguate e pertanto maldestre. Della  riforma dei Nuclei industriale sta parlando da non meno di un decennio, con le voci di amministratori di destra, di centro e di sinistra tutti ugualmente demagoghi e bugiardi. Per le politiche industriali non è stato mosso un dito. Presidenti, assessori e consiglieri regionali sono automi che vanno avanti a tentoni. A malapena di fronte al dramma dei licenziamenti, delle delocalizzazioni, delle attività produttive che muoiono per assenza di soccorso, balbettano che non hanno risorse. Mentono. Le risorse le hanno, ma non le sanno utilizzare. Il management regionale è poco più che dilettantistico, ancorché sclerotizzato sui ritmi plantigradi. Al ministro per lo sviluppo del Mezzogiorno, Lezzi, che ha rilevato come la Regione Molise non abbia speso come avrebbe dovuto e potuto i fondi europei per lo sviluppo economico e territoriale, gli amministratori regionali  hanno promesso che avrebbero avviato celermente le procedure per gli investimenti nell’area di crisi complessa riconosciuta e finanziata dal Governo fin dal 2015. In quell’area è incluso il territorio di Pozzilli e la realtà produttiva che insiste sul territorio. Avessero agito tempestivamente, probabilmente avrebbero potuto correggere la tendenza recessiva della produzione di cui lei è rimasta vittima. E lei, gentilissimo signor Mario, e i suoi 24 colleghi di lavoro, della inefficienza regionale siete la diretta, drammatica, conseguenza. La riduzione dei Centri per l’impiego a modello di precarietà è un altro peso insopportabile che la Regione ha posto sulle spalle dei lavoratori che hanno perso il lavoro e di chi il lavoro tenta di trovarlo. A lei e ai suoi 24 colleghi pertanto piena solidarietà, sperando che troviate supporti utili per il vostro reinserimento nel mondo del lavoro. Ma non li aspettate dalla Regione Molise. Chissà che non possa tornarvi utile l’annunciato Reddito di cittadinanza.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Gianpaolo Mazzuccato

    Ci ho capito veramente poco della gestione di quest’area di crisi complessa. Sembrava che dovessero piovere soldi a go go sulle aree disastrate, ed invece stiamo qui a chiederci dove siano.
    L’ex primo ministro Renzi aveva anche firmato il Patto per il Molise: dov’è, qualcuno lo ha visto?
    Sono esterrefatto dal modo con cui si gestiscono certe cose in Italia: un caos inenarrabile per pubblicizzarle, e poi il silenzio…

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