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Lasciare nel limbo dell’incertezza e della improbabilità 1744 lavoratori

E’ inaccettabile che il diritto alla mobilità in deroga vantato da
1744 lavoratori molisani venga disatteso e che per cercare di vederlo
applicato in favore di chi, ripetiamo ne vanta il diritto, si debba
addirittura piatirlo. Una cosa del genere può accadere solo nel Molis,
terra  in cui l’arroganza del potere e le sue diramazioni nel corpo
sociale hanno la libertà di prevalere. Perché, diciamolo per
l’ennesima volta, il corpo sociale molisano è stato abituato a non
esercitare i propri diritti e a pretenderli, quanto ad accontentarsi
di ciò che gli viene dato, sotto le forme deteriori del favoritismo e
del clientelismo. Quando gli viene dato. Ma nel caso dei 1744
lavoratori in mobilità in deroga ciò che gli compete gli viene
addirittura precluso. Con atteggiamenti che rasentano la prepotenza e,
se si va a considerare, rasentano una omissione d’ufficio e, quindi,
il Codice penale. Che la Regione Molise e l’Insps e il ministero del
Lavoro e delle Politiche sociali, i prefetti, gli assessori regionali,
il presidente della giunta e quant’altra sequela di titoli e di
responsabilità si possono appellare si siano nascosti dietro il
disinteresse, è la prova che nel Molise ciò è possibile e che per
rimuoverlo non c’è altra formula che ricorrere agli appelli alla
solidarietà, alla compassione, alla concessione benevola, alla
comprensione del dramma umano e non, come si dovrebbe,
all’applicazione pedissequa di un  diritto e al rispetto delle regole.
E semmai diritto e regole dovessero risultare estranee al caso
specifico rivendicato, bene, quella sequela di autorità sopra
riportata, abbia almeno il buongusto di affermarlo con chiarezza e in
termini inequivocabili, uscendo dal silenzio e dal disinteresse fin
qui  mostrati. Dinanzi a taluni atteggiamenti così marcatamente
elusivi e offensivi della dignità altrui, gli appelli, le
sollecitazioni, la solidarietà, la compassione, il dramma umano hanno
l’effetto placebo. Se un diritto viene disatteso (omissione
d’ufficio?) è il caso che ciò venga denunciato e fatto valere nelle
sedi in cui il diritto non è un’opzione ma l’applicazione della legge.
Ci sarebbero altre forme, anche eclatanti, di manifestare e reclamare
un diritto mancato. Ma non appartengono ad una società poco adusa ai
diritti e molto alle regalie. Il Comitato dei lavoratori in deroga,
che rappresenta i 1744 lavoratori molisani in aperta difficoltà
esistenziale, continua a chiedere solidarietà, a sollecitare
interventi, partecipazioni, adesioni alla loro reiterata richiesta di
avere ciò che ritengono gli spetti. Sindaci, associazioni, altri
comitati hanno aderito, sollecitando a loro volta la Regione, il
ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, le prefetture, l’Inps
a fare chiarezza e a stabilire una linea definitiva sulla faccenda.
Menar il can per l’aia in questo caso è un delitto alla morale comune.
Nei giorni scorsi si sono mobilitati la Caritas diocesana e l’Ufficio
per i problemi sociali  e del lavoro  della diocesi di Trivento. Il
sacerdote Alberto Conti e il professore Umberto Bernardo hanno
sottoscritto un accorato appello alla solidarietà ed hanno aggiunto
anche il sostegno politico alle 1744 persone che rivendicano la
mobilità in deroga. Sono andati oltre; hanno chiesto alla Regione
Molise di impegnare gli 8 milioni di euro (richiamata a proposito la
delibera della giunta regionale del 30 dicembre 2016 numero 638) e i 3
milioni di euro residui per saldare le 7 mensilità del 2015 e quelle
possibili del 2016. In questo caso la solidarietà s’è fatta forte
della disponibilità finanziaria e di un atto amministrativo che
possono renderla un gesto concreto, un diritto soddisfatto. In questo
caso la solidarietà si trasforma in un richiamo preciso, puntuale, che
non ha alternativa oltre la sua accettazione oppure la sua definitiva
negazione. Ma lasciare nel limbo dell’incertezza e della improbabilità
1744 lavorati in mobilità in deroga restando inerti e indifferenti è
una violenza morale inaccettabile.
Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Regione Molise? Ma di che cosa stiamo parlando???

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