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Ma l’Arpa cos’è e, soprattutto, cosa fa?

La politica molisana si trastulla sulle candidature in vista delle elezioni nazionali 4 marzo e appena più in là in vista delle elezioni regionali; si trastulla sulle coalizioni (vere e fittizie); sul come giustificare i passaggi di uomini di destra a sinistra e di uomini di sinistra a destra, dopo che gli uni e gli altri, a destra e a sinistra, hanno mangiato; sul come garantire ai suoi mestieranti a continuare a mestare nel calderone dei finanziamenti pubblici spesso per interessi parziali poco spesso, o giammai, per interessi collettivi. La politica si trastulla e 1744 lavoratori che hanno perso reddito e lavoro continuano a piatire  un diritto (il pagamento delle rate della mobilità in deroga da metà anno 2015, che gli viene negato ricorrendo ad artifici procedurali e a bugie istituzionali – l’assessore al lavoro Veneziale ha affermato che i lavoratori non hanno presentato domanda e i lavoratori gli danno del bugiardo: vacci a capire!). Ultimo aggiornamento: una lettera dell’onorevole Leva al ministro Poletti; l’invio della documentazione che proverebbe il diritto alla mobilità alla segreteria particolare del ministro da parte del Comitato dei lavoratori in mobilità a scorno dell’ignavia delle strutture regionali. La politica si trastulla e i cittadini elettori di Venafro denunciano una situazione ambientale intollerabile e l’assenza dei controlli territoriali e gli interventi necessari a debellarla, per cui si dicono pronti a restituire le tessere elettorali. Purtroppo sui media, nel corpo sociale, nelle teste benpensanti, nei centri di potere  sono i trastulli politici a fare notizia e non lo stato di difficoltà a vivere di migliaia di lavoratori e nemmeno il degrado ambientale e qualitativo della vita nell’area post/industriale di Venafro, avvelenata da noti ed occulti inquinamenti e inquinatori. Situazioni differenti,  ma unite da una sola germinazione: il vuoto pneumatico del sistema dei controlli nei suoi vari livelli di intervento e di responsabilità. Ciò vale per i 1744 lavoratori in mobilità in deroga, per il disagio ambientale e funzionale del venafrano, per le migliaia di disoccupati della Gam, dell’Ittierre, dell’ex Zuccherificio e dell’auto motive, di sott’occupati, di precari sfruttati. Il consigliere regionale di Sinistra Italiana Molise, Michele Petraroia, che non ha motivi per trastullarsi né probabilmente voglia di farlo, avendo, per essere di sinistra, una diversa coscienza etica e morale dell’essere uomo delle istituzioni,  ha lanciato il classico sasso nello stagno. Sia dei lavoratori in mobilità, dei cassaintegrati, dei precari e dei disoccupati se ne va occupando da sempre  (voce clamante nel deserto, purtroppo!) e nei giorni scorsi ha inteso occuparsi anche del disagio ambientale e funzionale della Piana di Venafro, andando dritto al cuore del problema: al sistema del controllo territoriale, alla chiamata in causa dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa Molise). Della quale poco si sa; forse poco fa; forse meglio non può fare. Ci ha messo il naso, non solo per annusare, ma per cercare di guardarci dentro. Così facendo è stato indotto ha chiedersi e a chiedere dell’Arpa, di questa Agenzia regionale in regime commissariale (la specialità della Ditta Frattura & Company) di cui non sono note le attività e, soprattutto, le risultanze. Lo chiede Petraroia di essere informato appunto sull’attività che svolge sul territorio, sulla dotazione organica, sulla programmazione  dei controlli, dove, come, e quando li effettua, su impulso proprio o su indicazione, oppure solo se succede qualcosa. Vuol sapere il  consigliere, e con lui crediamo i molisani, se non sia il caso, visto come vanno le cose, di modificare la legge che ha istituito l’Agenzia ((38/1999), soprattutto in rapporto alla introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) e, in particolare,  chi si aspetta, e perché, a nominare il direttore generale dell’Agenzia; e se non sia il caso inoltre di fare chiarezza sui i fondi destinati alla viabilità di fondo valle ( Succida/Tammaro 2° lotto)  dirottati al finanziamento di un immobile da destinare a sede dell’Arpa, senza spiegare che fine faranno gli attuali locali di proprietà dell’Agenzia. Si parla di cifre esorbitanti che meritano di essere chiarite e, soprattutto, giustificate.  Conclude Petraroia: “Le Istituzioni hanno il dovere di intervenire, chiarire le proprie responsabilità, illustrare ai cittadini ciò che si sta facendo e, in questo caso che riguarda i problemi ambientali e funzionali della Piana di Venafro,  confrontarsi con gli amministratori del luogo per concordare un programma straordinario teso a riscontrare in tempi certi le sollecitazioni della popolazione”. Elementare Watson!

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Rispondo al titolo dell’articolo con un’altra domanda: voi lo avete capito in tutti questi anni?

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