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LARINO :LA BASE DI STATUA DEL GOVERNATORE ANTONIO GIUSTINIANO NEGATA , E’ UNA VERGOGNA

di Napoleone Stelluti

Nel mio volume  Epigrafi di Larino e della bassa Frentania pubblicato nel 1997 catalogo ai numeri 123°a e123b p.379 ebbi modo di ripubblicare una base di statua opistografa ,ovvero con una doppia iscrizione  su due   superfici     opposte   l’una   all’altra,   ritrovata   a   Torre   Sant’Anna     nel   1990   dalla   Soprintendenza Archeologica   nel   corso   di   una   campagna   di   scavi   sistematici   effettuati   nella   zona   del   Foro   alla   Villa Ellenistica ,dietro villa Ricci-De Gennaro. Il reperto venne pubblicato in anteprima nel 1992 da Stefano De Caro sul volume Samnium Archeologia del Molise: sulla facciata A di carattere sepolcrale viene onorata Celia Tertulla una sacerdotessa della divina Augusta alla quale prima fra tutte del Municipium di Larino nel41 d.C. venne concessa il sacerdozio a soli sette anni per decreto dei decurioni. Quindi la base a forma di parallelepipedo   rettangolare   di   pietra   calcarea   venne   utilizzato   prima   per   ospitare   la   statua   di   questa sacerdotessa e poi riutilizzata nel 346 d.C. per la statua di Autonio Giustiniano celebrato sulla facciata B, che dice espressamente ,nocchiero della giustizia ,punitore di tutte le colpe, la classe dirigente il popolo dei Larinati (dedicò) al patrono .Nella sostanza questo personaggio abbastanza importante  assunse l’incarico di praeses (o rector) della Provinciae Samnitium  prima del terremoto del 346 d.C. quindi era una persona molto influente. Ebbene pochi giorni fa mi ha chiamata una studiosa inglese la Dott.ssa Elizabeth Robinson, perché aveva bisogno di rintracciare per motivi di studio questa iscrizione, io me la ricordavo nei magazzini della Soprintendenza  Archeologica   del  Molise  ubicati  dentro  casa  Calvitti   affianco  alla  porta  sud  del   nostro anfiteatro romano. Subito mi sono attivato recandomi sul posto per avere la conferma che l’iscrizione fosse ancora lì , dove me la ricordavo , invece parlando con i custodi mi sono trovato letteralmente di fronte ad un muro insormontabile ed invalicabile con la motivazione “ci vuole l’autorizzazione, senza la quale non ti possiamo far vedere” .Incredibile ma vero, allora con la santa pazienza ho cercato di mettermi in contatto con chi di dovere ,in questo caso la Dott.ssa Maria Diletta Colombo Funzionario Archeologo che, manco a farlo apposta si trovava a Larino per un sopraluogo. Ho chiesto di avere il suo numero di telefono per rintracciarla, ma niente,  allora per cortesia chiamatela voi, e sempre niente ,insomma non c’è stato verso, Le ho inviato persino  una e-mail , ma niente non ho avuto risposta! E’ una vergogna , era martedì 15 ottobre scorso, in conclusione sono passati otto giorni ,e 28 anni dal ritrovamento,  insomma una riflessione va posta non è meglio che tali reperti vengano lasciati a vista per i numerosi turisti che giornalmente passano per il nostro anfiteatro romano? Oppure riportati sul luogo del ritrovamento della Villa Ellenistica? O addirittura perché il Sindaco Pino Puchetti non fa una richiesta per collocare la base nella raccolta del Lapidarium del nostro Museo Civico al Palazzo Ducale ? Non aggiungo altro, speriamo solo che ai nostri Beni Culturali venga riservata una maggiore attenzione proprio per una loro migliore valorizzazione .Evviva sempre ed ancora Larinum!

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