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Di Labbio: “Precari Centri per l’Impiego, basta strumentalizzazioni”

Si mantiene alta la polemica sui precari del Centro per l’Impiego di Campobasso. Dopo la conferenza stampa degli stessi, interviene l’ex assessore provinciale, Alessandro Di Labbio. “I 26 ex precari sono stati assunti dalla Provincia a seguito di una selezione pubblica per svolgere un lavoro a tempo determinato legato ad un progetto (Masterplan) finanziato con fondi comunitari 2008/2014.  Nell’ambito del progetto erano previste anche figure che l’amministrazione Provinciale non poteva selezionare direttamente ma doveva affidarsi ad agenzie esterne, parliamo di altre 16 figure occorrenti alla realizzazione del progetto.  A fine 2015 il progetto, dopo varie proroghe e progetti ponte, volgeva al termine, infatti i contratti con le agenzie non furono prorogati, ma in accordo con la Regione si concordo il rinnovo dei 26 per altri 3 mesi al fine di portare a termine una serie di adempimenti che consentendo nuove selezioni avrebbero dato avvio al nuovo progetto di potenziamento finanziato con i nuovi fondi comunitari 2015/2021, ciò al fine di utilizzare le economie del progetto e di non interrompere completamente le attività. Ho sentito di tutto e puntualmente voglio ribadire concetti già espressi i altri miei interventi sulla stampa:

-i 26 ex precari non hanno svolto servizi essenziali ma servizi legati al progetto;

-la spesa dei fondi europei è vincolata a gare e/o selezioni pubbliche e rendicontazione delle attività, ed essendo questo un nuovo finanziamento non si puo’ prescindere da detto vincolo;

-la Regione Molise, in evidente stato confusionale, non ancora bandisce le nuove selezioni, eppure ha i fondi a disposizione, ha già approvato da tempo il nuovo progetto di potenziamento e avendo esautorato la Provincia di Campobasso, da Marzo 2016 è la sola Regione ad esserne titolata e responsabile;

-la Provincia di Isernia non aveva e non ha contratti a tempo determinato ma solo contratti di collaborazione coordinata e continuativa che a differenza del rapporto a tempo determinato (subordinato) hanno diversa natura giuridica (para subordinata)

-dove in Italia si è continuato a prorogare utilizzando i nuovi finanziamenti Europei senza nuove evidenze pubbliche? Forse i legali confondono precari di altre Provincie pagati con fondi dell’Ente.

-la lentezza della profilazione dei lavoratori dell’area di crisi è dovuta alla mancata trasmissione degli elenchi da parte dell’INPS e non certamente ai C.P.I.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma , certamente la magistratura farà piena luce sull’accaduto eliminando una volta per tutte le inesattezze e le strumentalizzazioni che qualcuno tenta ancora di porre come verità.  Sui disservizi voglio solo puntualizzare che se in qualche giorno si sono verificati dei rallentamenti  sono stati  nel servizio di accoglienza, dove in media si recano giornalmente dai 60 ai 70 utenti,  servizio che gli ex precari non hanno mai svolto visto che in passato per il potenziamento erano utilizzati i dipendenti delle agenzie che da dicembre 2015 sono finiti nel dimenticatoio.

Un doveroso grazie va dato al personale a tempo indeterminato dei C.P.I.  che con professionalità e spirito di servizio, affiancati anche dagli operatori della formazione professionale attualmente impegnati presso gli stessi uffici,  risolvono le molteplici criticità che la politica, e forse il mero interesse personale,  invece di attenuare alimenta. Chiudo con un appello al Governatore Frattura: caro Presidente il 1° agosto nella riunione svoltasi nella sala giunta ha preso l’impegno, con l’assenso dei Dirigenti Regionali presenti, di bandire le selezioni entro 30/60 gg. per dare una possibilità ai tanti disoccupati di concorrere per un posto di lavoro, seppur a tempo determinato, in questo momento storico di profonda crisi. Sono passati otto mesi e dopo le innumerevoli e continue sollecitazioni credo sia giunta l’ora di una sua risposta”.

Di Giuseppe Saluppo

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